Cronaca Reno / Via Caduti di Casteldebole

Polo sanitario a Casteldebole, M5S: 'Addio a 459 alberi, vicino a Tangenziale'

La nuova clinica sorgerà su un'area oggi occupata da un boschetto con finalità produttive, costituito da alberi destinati a diventare legname da vendere

Avanza l'iter amministrativo per la nascita di un nuovo polo sanitario privato a Casteldebole e il M5s, di fronte alla variante al Poc per le attrezzature e industrie insalubri del Comune di Bologna, rilancia l'allarme per il previsto abbattimento di 459 alberi.

Il tema era stato affrontato qualche mese fa ma ieri è riemerso in aula perché il Consiglio ha dovuto discutere le controdeduzioni alle riserve espresse dalla Città metropolitana: una sul tema rumore e l'altra sul fronte della mobilità.

La variante riguarda il trasferimento dell'ospedale privato Villa Bellombra (che aderisce al consorzio Colibrì), oggi collocato nella via omonima sui primi colli, in un'area adiacente ad un altro complesso della stessa proprietà e cioè la struttura socio-sanitaria Villa Ranuzzi, a Casteldebole, creando così un nuovo polo con alcuni servizi in comune tra i due edifici.

La nuova clinica sorgerà su un'area oggi occupata da un boschetto con finalità produttive, costituito da alberi destinati a diventare legname da vendere. Si tratta di "459 alberi, 389 frassini e 70 noci, di età fra i 35 e i 40 anni", precisa in aula il grillino Marco Piazza, sottolineando che oltre all'abbattimento si perderà l'attuale destinazione ad ambito agricolo.

Ci saranno insomma "459 alberi in meno vicino alla tangenziale", rileva Piazza, a fronte delle prescrizioni del ministero dell'Ambiente sul Passante "che chiedono più verde". L'operazione, insomma, presenta "un costo ambientale rilevante", a detta di Piazza. Obiezioni respinte dal Pd. "Nel progetto si prevede una ripiantumazione e la realizzazione di un ambito verde in funzione dell'insediamento", sottolinea il capogruppo dem Claudio Mazzanti.

"Siamo pienamente nei regolamenti e nelle norme, non si fa alcuna violenza all'ambito territoriale- aggiunge Mazzanti- ma si fa un sano intervento edilizio". Per l'amministrazione "la considerazione di sostenibilità- aggiunge l'assessore all'Ambiente e all'Urbanistica, Valentina Orioli- è anche legata alla delocalizzazione rispetto all'attuale localizzazione sulla collina. Bisogna tenere in considerazione tutto il quadro per capire come abbiamo condotto la nostra valutazione dei costi e dei benefici".

Per quanto riguarda le riserve della Città metropolitana, una riguarda il trasporto pubblico: "Su questo tema, di fronte alla richiesta di creazione di una linea dedicata- spiega Orioli- abbiamo naturalmente controdedotto che non è certo possibile farla e che vi sono già due linee del trasporto pubblico locale, la 80 e in particolare la 86, che ha un buon cadenzamento su tutta la giornata, che servono questo polo". In più "il nostro impegno, confermato anche dai proponenti- aggiunge l'assessore- invece quello di potenziare e migliorare il sistema di collegamento fra la fermata del trasporto pubblico e l'accesso alle strutture sanitarie". L'altra riserva riguarda "la capacità dell'edificio di proteggere i suoi utenti dal rumore", continua Orioli: in questo caso, "abbiamo recepito la preoccupazione" decidendo di assoggettare il progetto finale "ad un'ulteriore espressione di parere degli enti competenti in materia ambientale- spiega Orioli- proprio per effettuare un'ulteriore e definitiva verifica sul tema rumore".

Oltre al nuovo polo sanitario, la variazione al Poc riguarda anche la casa di ospitalità gestita in via Tambroni dalle Missionarie del lavoro del cuore immacolato di Maria: nel cortile sarà realizzato un nuovo edificio di due piani, in modo da aumentare le camere della casa di ospitalità. (PAM/DIRE)
 

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