Sabato, 12 Giugno 2021
Cronaca Centro Storico / Piazza Re Enzo

Una "Cella in Piazza Re Enzo": vita in carcere, per vedere l'effetto che fa

"Una cella in piazza" Re Enzo e lì resterà fino a domenica per far toccare con mano ai cittadini cosa significhi stare rinchiusi in uno spazio angusto 22 ore su 24 e riportare l'attenzione sulla condizione disastrosa delle nostre carceri

"Una cella in piazza" Re Enzo e lì resterà fino a domenica per far toccare con mano ai cittadini cosa significhi stare rinchiusi in carcere.
L’iniziativa è organizzata dal difensore civico dell’Emilia - Romagna, Daniele Lugli, dalla Conferenza regionale volontariato giustizia e dalla Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, Vanna Minardi.

PALAZZO RE ENZO. Una location azzeccata, visto che fu dimora di re Enzo, figlio dell'imperatore Federico II, catturato durante la battaglia di Fossalta. Vi rimase sino alla morte nel 1272.

Obiettivo naturalmente richiamare l’attenzione sul problema delle carceri e sulle condizioni delle strutture detentive italiane e anche dell’Emilia - Romagna, dove regna il sovraffollamento, non c’è lavoro e mancano risorse e personale.

L’appuntamento è dunque per le 11 di oggi 29 novembre in piazza Re Enzo, con l'intervento dell'avvocato Lugli e la presidente della conferenza del volontariato giustizia, Paola Cigarini.

IN GIRO PER LA PENISOLA. Una cella “fedelmente riprodotta” che “sta girando l’Italia per risvegliare l’attenzione dell’opinione pubblica su un sistema giustizia che dall’inizio dell’anno ha prodotto 54 suicidi e un sovraffollamento che, nella nostra regione, raggiunge l’85,7%”.

La speranza è che i visitatori “potranno forse capire quanto sia difficile vivere 22 ore su 24 all’interno di una cella dove spesso la porta è chiusa e lo spazio vitale è ridotto al minimo, tanto che bisogna mangiare a turni perché il pavimento non può ospitare tutti in piedi contemporaneamente”. L’iniziativa è anche l’occasione per raccogliere firme per l’istituzione di un Garante dei detenuti a livello regionale.

“Volontari, giornalisti, autorità cittadine, rappresentati delle istituzioni, operatori penitenziari, magistrati, e persone detenute incontreranno i cittadini, proponendo letture, discussioni, interviste, incontri informali e documentazione sui temi legati alla Giustizia”.

La cella in piazza sarà “aperta” venerdì e sabato dalle 10 alle 20 e domenica dalle 10 alle 13. “Non rappresenta solo l’opportunità di provare - anche se per pochi minuti - la difficoltà di muoversi in uno spazio molto angusto e di lavorarvi all’interno, ma è anche il pretesto per ragionare, discutere di carcere e di pena, l’occasione per insistere nella promozione di una pena utile già sollecitata in occasione del convegno promosso a Bologna dal Volontariato Giustizia lo scorso mese di maggio”, scrive la Conferenza regionale volontariato giustizia in una nota.


 

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