Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca Via del Gomito

Massaggi 'hot' e violenza sessuale: chiusi due centri estetici a Bologna e Bargellino

Sigili al "Paradiso del benessere" e "Rosy Relax". Ai domiciliari un 44enne accusato anche di violenza sessuale su minorenni: all'atto del colloquio pretendeva di valutare l'esperienza sul campo con richieste 'indecenti'

Un'azione congiunta di Polizia e Carabinieri di Calderara di Reno ha portato ai domiciliare di un italiano 44enne incensurato, sposato e con figli, con l'accusa direzione, amministrazione e gestione di due case di prostituzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione aggravati, nonché di violenza sessuale continuata, anche su minorenne. Insieme all'uomo, accusato di violenza sessuale anche su minorenni, è denunciata per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione anche una 'collega' rumena di 39 anni.

Ancora centri estetici irregolari nel mirino delle forze dell'ordine: il 30 luglio è stata la volta del sequestro del "Paradiso del Benessere", in via dell'Industria a Bargellino, e di "Rosy Relax" in via del Gomito a Bologna, aperti rispettivamente, in locali in affitto, dal 2012 e dal 2010. All'italiano è riconducibile la gestione diretta del centro di Bargellino, mentre alla rumena quello bolognese, ma entrambi facenti capo all'uomo, residente a San Giorgio di Piano. Il Comandante dei Carabinieri di Calderara Enrico Trimoli ha tenuto però a specificare l'individuazione solo di centri sospetti "che spesso di aprono e si chiudono, ce ne sono molti che lavorano seriamente". In effetti anche al "Paradiso del Benessere" e da "Rosy Relax" lavoravano estetiste che svolgevano esclusivamente questa attività (GUARDA IL VIDEO).

"ANNUNCI DI LAVORO". Tutto è partito da un esposto animino giunto sia ai carabinieri di Calderara che alla Polizia di Bologna. Le ragazze, una decina, tutte provenienti dall'est Europa, rispondevano a annunci di lavoro, ma in fase di colloquio, il 44enne chiedeva, per valutare la professionalità, prima un massaggio, poi  iniziava i palpeggiamenti con la richiesta di masturbazione orale. La gestione del lavoro era organizzata anche in maniera punitiva: la prestazione 'extra' costava dai 30 ai 40 euro e l'incasso veniva consegnato ai gestori; le ragazze in caso di ritardo ad esempio, venivano sospese per una settimana. All'indagine ha preso parte anche l'Ispettorato del lavoro, poichè la maggior parte delle ragazze lavorava "in nero" (7 su 10).

COMMENTI SU INTERNET. La bravura delle massaggiatrici, che naturalmente si presentavano con nomi di fantasia, veniva anche postata su siti internet, ma i militari di Calderara sono venuti a conoscenza di discorsi in alcuni esercizi commerciali, dove alcune donne si lamentavano di essersi presentate a un colloquio di lavoro e di aver ricevuto richieste "indecenti".

VIOLENZA SESSUALE. La pretesa di rapporti sessuali dietro la minaccia di perdere il lavoro è stata confermata dalle stesse ragazze, in due casi di 16 e 17 anni. Una di loro, che già esercitava la prostituzione in strada, ha riferito agl inquirenti di esserci tornata, proprio per il clima di terrore psicologico all'interno dei centri.

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