Centri estivi, si riparte l'8 giugno: tampone a tutti gli operatori

La decisione della Regione anche a seguito delle proteste dei sindacati

Mancano pochi giorni alla riapertura dei centri estivi in Emilia-Romagna. La Regione ha deciso di sottoporre a tampone naso-faringeo tutti gli operatori che lavoreranno nei centri, anche a seguito delle proteste dei sindacati.

"Nell'ottica dell'ulteriore sforzo della Regione nell'effettuare tamponi e prevenire il contagio- afferma la vicepresidente e assessore al Welfare, Elly Schlein- abbiamo deciso di porre un'attenzione specifica sulla platea del personale che saràimpiegato nei centri estivi e procedere quindi con i test a tappeto, dando un elemento di sicurezza in più ai Comuni, ai gestori, alle famiglie e a lavoratrici e lavoratori, nello sforzo di partire quanto prima e in sicurezza".

Riaprono i centri estivi: ecco le linee guida

L'Emilia-Romagna è una delle "pochissime Regioni- aggiunge la vicepresidente- ad avere da vent'anni specifiche disposizioni riguardanti l'organizzazione dei centri estivi, abbiamo puntualmente adeguato le regole per consentire lo svolgimento delle attività in sicurezza anche nella situazione attuale. Per noi la sicurezza di chi lavora rimane un'assoluta priorità e il confronto con le organizzazioni sindacali prosegue". Inoltre, sempre per garantire la sicurezza dal rischio di contagi, la Regione chiarisce nel suo protocollo che le mascherine "devono essere indossate da tutte le persone che accedono al centro, fatte salve le dovute eccezioni per specifiche attività". Secondo il recente parere del comitato tecnico scientifico nazionale si è precisato che non sono soggetti all'obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, e i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l'uso continuativo della mascherina. "A seconda del tipo di attività svolta, qualora non fosse possibile mantenere il distanziamento interpersonale con bambini o ragazzi che non utilizzino la mascherina, l'operatore utilizza una mascherina Ffp2 senza valvola".

Tra le altre misure già previste dal protocollo pubblicato già la settimana scorsa, un triage all'ingresso e piccoli gruppi di bambini e ragazzi, sempre gli stessi. "Dovrà anche essere garantita la continuità di relazione con gli operatori. Non si dovranno creare assembramenti e mescolanza di gruppi e sono previste procedure specifiche di igienizzazione di spazi e oggetti e particolari attenzioni nel caso di somministrazione dei pasti". (dire) 

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