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Centri nidi estivi, sciopero e corteo degli educatori: "Non è per i soldi, ma per quello che si offre ai bambini"

Nel mirino dei sindacati di base Sgb, Adi e Cobas Scuola il Comune e la scelta di procedere al bando nonostante l'emergenza Covid-19

"Non è una questione di soldi, ma del fatto che siamo costretti solo alla custodia, senza un piano pedagogico. E il comune non ci riceve, nemmeno in Prefettura". E' questo il succo che si sente al megafono, durante la protesta dalla ormai ex sede della Ies (Istituzione Educazione Scuola) tra educatori ed educatrici dei nidi estivi tra i nove e i 36 mesi, impegnati in una annosa vertenza che quest'anno si è arricchita dell'argomento Covid-19.

A partecipare sono una sessantina tra educatori ed educatrici, riuniti attorno ai sindacati di base Sgb, Adi e Cobas scuola. Da settimane sta andando avanti un braccio di ferro con Palazzo D'Accursio, che peraltro ha fatto uscire il bando per i posti dei nidi estivi dal 6 al 24 luglio. Negli ultimi giorni anche i lavoratori delle sigle confederali avevano alzato un sopracciglio sulla questione.

Per gli educatori in protesta oggi sono tre i punti non digeriti: la frettolosità nell'organizzare il servizio, la mancanza di un piano pedagogico vero e proprio e l'obbligo di lavoro al di fuori del calendario didattico.

"Cosa stiamo offrendo ai bambini e alle bambine?" si chiede Antonio Vitiello, rappresentante di Sgb "che senso ha avuto l'aver messo su in fretta e furia un servizio che -mi permetto di dire- è poco più che un badantato?". Vi è poi anche un aspetto contrattuale "e su questo qualche genitore ci ha accusato di fare tutto questo per i soldi. Ma posso assicurare" continua Vitiello "che non è per questo che stiamo protestando: stiamo protestando per le modalità di decisione e per la qualità che le condizioni imposte fanno avere al servizio".

Dopo slogan e sfottò, il corteo nato dagli educatori è partito da via Ca' selvatica ed è arrivato fino al cortile di Palazzo d'Accursio, la protesta si è però fermata ai cancelli della scalinata che porta alla sala del Consiglio comunale: poiché ancora chiusa al pubblico per le restrizioni anti Covid, i manifestanti, circa un centinaio, hanno trovato il "muro" del cordone di polizia, mossa non gradita dagli educatori.

Con la mediazione del vicepresidente Del consiglio Marco Piazza, insieme al consigliere Pd Michele Campaniello, arrivati in Comune per partecipare alla seduta consigliare, si e' arrivati al compromesso: i capigruppo incontreranno gli scioperanti.

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