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Cronaca

Dossier migranti, collettivi in comune: "Centro Mattei va chiuso"

Una serie di incontri a Palazzo D'Accursio tra il Coordinamento migranti, la vicesindaca Clancy e l'assessore Rizzo Nervo

Una serie di confronti tra Giunta e rappresentanti degli attivisti, per squadernare i problemi di Cas di via Mattei e Interporto, ma con la richiesta che il centro migranti alle porte di Bologna vada chiuso.

E' in questo contesto che il Coordinamento migranti di Bologna dà notizia dell'apertura di un tavolo con il comune, tavolo che "aggiorni sull'avanzamento delle risposte che il Comune intende dare a migranti e richiedenti asilo".

Nel primo degli incontri, intanto, "è stata affrontata la questione Interporto e centro Mattei, ormai diventato un dormitorio per richiedenti asilo sfruttati come intermittenti per salari da fame e turni massacranti nella logistica", si legge nella nota del collettivo che negli anni si è battuto per il miglioramento delle condizioni di vita e lavoro dei migranti in città.

"Apprezziamo che Rizzo Nervo abbia riconosciuto che alla Carta metropolitana per la logistica etica debbano seguire fatti", continua la nota, mentre Clancy "ha dichiarato che un tavolo di confronto tra Comune, Prefettura e Interporto sta definendo una soluzione per il trasporto pubblico su strade che continuano a togliere la vita a migranti costretti a recarsi al lavoro a qualsiasi ora, a piedi, in bicicletta o monopattino".

L'assessore ha poi "confermato la volontà della Giunta di arrivare alla chiusura del Mattei, annunciando un suo incontro con il prefetto- riporta sempre il Coordinamento- e affermando che il sistema Sai (ex Sprar), anche in virtù di nuovi stanziamenti, avrà la possibilità di accogliere i richiedenti asilo del centro".

Il Coordinamento ribadisce dunque "l'urgenza che le istituzioni rispondano a una rivendicazione che è di tutta la città", perché "non è possibile che i richiedenti asilo continuino a vivere in camerate sovraffollate ed è inaccettabile che vengano buttati per strada se arrivano a guadagnare 6.000 euro l'anno, che certo non pagano un affitto".

Positiva, per i migranti, anche l'idea di "spostare dalla Questura al Comune" alcune funzioni amministrative su rinnovo del permesso e ricongiungimento, oggi svolte "con tempi molto più lunghi di quelli stabiliti per legge. Ma, in attesa che questi progetti siano realizzati, le pratiche discriminatorie su residenza e cittadinanza possono e devono essere cancellate". (Pam/ Dire)

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