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I bellissimi restauri della chiesa di San Girolamo in Certosa \ VIDEO

L'inaugurazione con l'arcivescovo Matteo Maria Zuppi

 

Tre interventi di restauro nella chiesa di San Girolamo della Certosa. Si tratta dei lavori di restauro, realizzati con il contributo della Fondazione Carisbo, de 'L'Ascensione di Cristo' (tela di Giovanni Maria Galli Bibiena 1691), della Cappella del campanile e della Cappella di San Girolamo.

Cenni storici - Antonella Mampieri, storica dell'arte 

La chiesa di san Girolamo di Casara (della Certosa)

Fa  parte dell’ampio complesso del monastero della Certosa di Bologna. Costruita in stile gotico a partire dal 1334, presenta una pianta a tau rovesciato, con la traversa in corrispondenza dell’ingresso e cappelle in sequenza che corrono parallele alla navata principale sul lato sinistro, una sorta di navata asimmetrica, comune a molte chiese certosine . Il braccio orizzontale, che contiene le cappelle dedicate a san Girolamo a sinistra e a san Bruno a destra è stato aggiunto alla fine del XVI secolo dal priore Giovanni Battista Capponi. Lo stesso priore arricchì la chiesa di dipinti dei migliori maestri della scuola bolognese,  Ludovico e Agostino Carracci, oggi conservati presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna. Sempre a lui si deve la decorazione della cappella maggiore, affidata a Bartolomeo Cesi. Nel ‘600 vennero realizzati i grandi dipinti con storie della vita di Cristo che ornano la navata e le cappelle ai lati dell’ingresso.

Giovanni Maria Galli Bibiena, L’Ascensione di Cristo 
olio su tela  1651 

Il  grande dipinto opera del capostipite della famiglia di artisti e scenografi Galli, detti i Bibiena, dalla città toscana di provenienza, fa parte di una serie di 9quadri raffiguranti episodi della vita di Cristo, dalla Natività al Giudizio Universale, affidati a diversi artisti e distribuiti sulle pareti della navata e delle due cappelle ai lati dell’ingresso della chiesa di san Girolamo della Certosa. Il soggetto è l’Ascensione di Cristo, cioè il momento in cui Gesù risorto incontra gli Apostoli, la Maddalena e la Madonna per l’ultima volta e sale al cielo. I due angeli a lato del Cristo in volo lo mostrano agli astanti per poi pronunciare la frase: “Uomini di Galilea, perchè state a guardare il cielo?” attitudine ben espressa dai volti meravigliati degli Apostoli. Il dipinto risente dello stile di Francesco Albani, di cui Giovanni Bibiena fu allievo, ed è sicuramente il suo quadro superstite di maggior impatto, visivo e dimensionale. Ai lati del quadro Bibiena dipinge due palette centinate con le immagini di due monaci certosini, che completano tutti i dipinti del ciclo. 
Restaurato a metà degli anni ‘80 da Katia Ronzani, è stato recentemente sottoposto ad un nuovo restauro ad opera di Alberto Rodella per eliminare i parassiti che avevano attaccato il perimetro della tela e operare un intervento che la fissasse nuovamente al telaio, da cui rischiava di staccarsi.

La cappella del campanile 

Posta alla base del campanile, eretto nel ‘600 da Tommaso Martelli, questa cappella era parte di un complesso percorso devozionale che si snodava attraverso la chiesa di san Girolamo e che oggi non esiste più, progressivamente abbattuto per ampliare il cimitero. Tale percorso, uscendo dalla cappella di san Giuseppe, ancora esistente, attraverso un corridoio entrava nella base del campanile, dove era stata creata una piccola cappella, e ne usciva a sinistra, per rientrare in chiesa attraverso la cappella di san Girolamo. Lo spazio è stato restaurato e si è ricreato l’aspetto che aveva nell’800, quando sulle pareti laterali erano appesi due dipinti oggi alle Collezioni Comunali d’Arte. La parete di fondo ospita il bell’affresco di Pietro Lianori proveniente dalla chiesa della Madonna del Monte, oggi annessa a Villa Aldini, sul colle dell’Osservanza. Nella nicchia sottostante era collocata una Pietà, opera dello scultore  Camillo Mazza, attualmente dispersa. 

La cappella di san Girolamo 

Posta a sinistra dell’ingresso della chiesa, la cappella è dedicata a san Girolamo, padre della Chiesa ed eremita, al quale i certosini erano particolarmente devoti. Sull’altare è posta una copia del dipinto di Agostino Carracci, forse il suo capolavoro, che rappresenta La Comunione di san Girolamo, oggi conservato alla Pinacoteca di Bologna. Sulle pareti laterali si fronteggiano i due dipinti di Elisabetta Sirani (Il Battesimo di Cristo) e di suo padre Giovanni Andrea (Il banchetto in casa di Simone).  L’intervento di restauro ha interessato il pavimento in battuto alla veneziana, molto consunto dal calpestio dei fedeli, rinnovato secondo le antiche tecniche artigiane e l’ancona dell’altare dalle forme classiche e dai raffinati colori bianco e oro, simmetrico a quello della cappella di fronte e dotato di un magnifico paliotto in scagliola del XVIII secolo. 
 

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