Chagall, curiosità e tutto ciò che c’è da sapere per assaporare al meglio la mostra

A Palazzo Albergati fino al 1 marzo un nucleo di opere rare e straordinarie, provenienti da collezioni private e quindi di difficile accesso per il grande pubblico

A Palazzo Albergati, tra Sogno e Magia, arriva Marc Chagall. Per la prima volta a Bologna, con 160 opere, la mostra che
raccontata la vita, l’opera e il sentimento del grande artista russo. La cultura ebraica, la cultura russa e quella occidentale, il suo amore per la letteratura, il suo profondo credo religioso, il puro concetto di Amore e quello di tradizione, il sentimento per la sua sempre amatissima moglie Bella, racchiusi in opere tra dipinti, disegni, acquerelli e incisioni. Un nucleo di opere rare e straordinarie, provenienti da collezioni private e quindi di difficile accesso per il grande pubblico. 

Chi è Marc Chagall: una vita durata quasi 100 anni

Marc Chagall, (Vítebsk, Russia, 1887 - Saint-Paul-de-Vence, Francia, 1985) dalla vita quasi centenaria, segnata da tutti i grandi eventi storici della prima metà del XX secolo, nasce nel quartiere ebraico di Vitebsk, in Russia ma raggiunge la perfezione plastica a Parigi, dove viene riconosciuto dai più grandi poeti e artisti surrealisti come uno di loro. Nel 1914 torna in Russia per rivedere Bella, la sua ragazza, il suo grande amore, la sua musa. Sebbene la sua intenzione fosse quella di ritornare a Parigi dopo una breve permanenza, lo scoppio della prima guerra mondiale, prima, e la rivoluzione bolscevica, in seguito, lo costringono a rimanere nel suo paese fino al 1922 dove lavora per la Rivoluzione, fondando un’Accademia d’Arte
e dipinge per un periodo per il Teatro ebraico di Mosca. Torna presto a Parigi, dove la sua fama di pittore e illustratore ha inizio. Durante la seconda guerra mondiale, si rifugia negli Stati Uniti, dove si trasferisce dal 1941 al 1948, per evitare di essere deportato dai nazisti. Nel 1944 Bella muore inaspettatamente e Chagall smette di dipingere per qualche tempo. Nel 1948 torna in Francia, questa volta a Nizza e Saint-Paul-de-Vence, dove muore nel 1985.

Le 5 sezioni della mostra: i temi cari a Marc Chagall

Sono cinque le sezioni in cui sono riassunti tutti i temi cari a Chagall: la tradizione russa legata alla sua infanzia, dalla quale non si allontanò mai; il senso del sacro e la profonda religiosità che si riflettono nelle creazioni ispirate alla Bibbia; il rapporto con i letterati e i poeti; l’interesse per la natura e gli animali e le riflessioni sul comportamento umano che trovarono espressione nelle acqueforti delle Favole; il mondo del circo, che lo affascinava sin dall’infanzia per la sua atmosfera bohémienne e la sua sete di libertà; e, ovviamente, l’amore, che domina le sue opere e dà senso all’arte e alla vita.

Tre culture in un unico artista

Chagall tra elementi del cubismo, del fauvismo e dell’orfismo, non riconducibile a nessun dei movimenti d’avanguardia, crea il suo stile personale difficile da classificare. L’originalissima lingua poetica di Chagall nasce infatti dall’unione delle tre culture cui appartiene: la cultura ebraica (dalla cui tradizione visiva dei manoscritti ornati egli trae gli elementi espressivi, non prospettici a volte mistici della sua opera); la cultura russa (cui attinge sia attraverso le immagini popolari dei luboki che attraverso quelle religiose delle icone); la cultura occidentale (in cui assimila grandi pittori della tradizione, da Rembrandt agli artisti delle avanguardie che frequenta con assiduità).

Un'esperienza immersiva: la proiezione olografica in 3D 

Novità della mostra bolognese una proiezione olografica ideata da Display Expert che con Arthemisia ha applicato la tecnica olografica in ambito espositivo per offrire al visitatore un’esperienza artistica originale ed immersiva e far sperimentare nuove prospettive sull’opera, cercando di simulare l’idea multidimensionale dell’artista durante la creazione. Attraverso questa infatti saranno create immagini ad altissima definizione permettendo la visualizzazione di soggetti e oggetti in 3D fluttuanti nello spazio circostante. La proiezione olografica esce dagli schemi della rappresentazione bidimensionale per coinvolgere l’interlocutore in visualizzazioni realistiche tridimensionali.

L'infanzia che ritorna...

Marc Chagall nacque a Vitebsk, in Bielorussia, nel 1887. L’infanzia ebbe un ruolo determinante nella suo opera, come testimonia l’autobiografia La mia vita, che l’artista scrisse originariamente in russo e fu pubblicata a Parigi nel 1931, nella traduzione della moglie Bella Chagall. Il libro, illustrato dall’artista stesso, è ricco di ricordi infantili: aneddoti familiari, i primi giorni di scuola, le estati trascorse a Lëzna e le visite settimanali alla sinagoga, durante le quali cantava e sognava di
diventare un violinista ma è soprattutto in questo periodo che nasce in lui la necessità di esprimere il suo voler essere pittore. Grazie all’impegno della madre che frequenta la scuola russa della sua città - riservata agli ebrei - e qui rafforza il suo amore per l’arte che si concretizza con le lezioni nello studio dell’artista Pen e più tardi a San Pietroburgo. La sua prima formazione, i musei che visita da giovane e l’arte popolare, lo legano fortemente alla tradizione russa. Questa sua infanzia viene evocata anche in diverse tele, tra cui Villaggio Russo, esposta in mostra. Realizzato in Francia nel 1929, il dipinto raffigura una scena di Vitebsk, la cittadina a cui l’artista tornava continuamente con il pensiero ed è presente in molte sue creazioni. Il primo piano della tela è occupato da due tipiche costruzioni in legno, una dipinta di rosso e l’altra d’azzurro, separate da una strada in salita interamente coperta di neve, come i tetti. Sullo sfondo si ergono le torri di una chiesa, identificata come la cattedrale dell’Assunzione. E visto che nei quadri di Chagall tutto è possibile, una slitta trainata da un vitello sorvola sulle case. Il cielo plumbeo contribuisce all’atmosfera misteriosa dell’opera.

La "dream room" della mostra

Durante il percorso di mostra il visitatore si troverà all’interno di una Dream Room: una video installazione - che vede l’ideazione e la regia di Vincenzo Capalbo e Marilena Bertozzi - che permetterà al visitatore di immergersi in immagini svincolate dal reale che si frammentano come percezioni illogiche ed emozioni dell'inconscio. In Dream Room le opere di Chagall si liberano nello spazio della stanza dando vita a un'opera ambientale onirica, una realtà superiore come fosse una sub-realtà. La realizzazione è di Art Media Studio di Firenze.

L'hashtag della mostra di Marc Chagall

L'hashtag ufficiale della mostra: #chagallsognoemagia


 

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