L'appello degli chef bolognesi: "Ristoranti sono sicuri"

Paolo Carati e Massimiliano Poggi difendono i locali e la socialità

Foto Massimiliano Poggi

Mentre il governo si appresta a varare nuovi provvedimenti restrittivi per contenere l'impennata dei contagi, gli chef bolognesi fanno un appello a favore dei locali, assicurando il rispetto delle norme di sicurezza.

"Ci rendiamo perfettamente conto che l'estensione dei contagi del covid in Italia, e anche a Bologna, stia creando moltissima preoccupazione sia tra chi deve governare e amministrare, sia tra gli stessi cittadini. Ma proprio per questo pensiamo che la migliore tutela e garanzia per il cliente sia quella di garantire il massimo rispetto delle leggi e delle regole che ci vengono date da chi governa e da chi amministra", spiegano Paolo Carati, ristoratore e presidente Area Città Cna Bologna e Massimiliano Poggi, ristoratore e presidente dell'Unione agroalimentare dell'associazione.

"L'essere umano, animale sociale, ha la necessità di confrontarsi e frequentarsi, cosa lecita e sana, e questo lo si può fare seguendo le regole che già ci sono e che tutti conosciamo con tranquillità e in maniera coscienziosa", assicurano.

"In sicurezza nel rispetto delle norme, sanificati, con un numero massimo di sei ospiti al tavolo, seduti tranquillamente mentre si consuma il rito della socialità. A leggerla sembra la vera alternativa alla confusione alla calca sregolata, e in effetti lo è: questa è la proposta della ristorazione bolognese", rivendicano Carati e Poggi.

"La ristorazione in questi mesi si è adeguata alle nuove misure di sicurezza investendo tempo e denaro. Adeguarsi al momento storico, mantenere in vita aziende e posti di lavoro è un impegno imprenditoriale e sociale talmente difficile che andrebbe supportato e non osteggiato. Vorremmo ancora poter dire fra qualche giorno che i ristoranti e i luoghi dedicati al cibo bolognesi sono ancora aperti e vivi", concludono. (Dire)

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