Sgombero via Irnerio: occupata la chiesa di Santa Maria della Mascarella

Gli occupanti della palazzina di via Irnerio 13, sgomberati dalla polizia, si sono barricati in una chiesa, insieme ad alcuni militanti del sindacato Asia. Si chiede l'intervento dell'Arcivescovo

Si sono barricati nella Parocchia di Santa Maria e San Domenico della Mascarella alcuni occupanti della palazzina di via Irnerio 13, di proprietà del Sant'Orsola, sgomberata dalla Polizia in queste ore, con scontrai violenti e anche grossi disagi al traffico cittadino. Insieme agli "sfollati", tra cui molte donne e bambini, nella chiesa ci sono anche alcuni militanti del sindacato Asia-Usb, che sono giunti posto dopo aver fronteggiata la Polizia, al fine di bloccare lo sgombero. 

Nella parrocchia ci sono al momento una cinquantina di occupanti. Valigie ovunque, passeggini, giochi dei bambini: questa la nuova veste della chiesa che sta fra via Irnerio e via Mascarella. In un angolo è stata allestita un'area con i generi di conforto e si pranza con un piatto di pasta al pomodoro, mentre i bimbi più piccoli vengono cambiati sulle panche e quelli più grandicelli giocano correndo qua e là, perfino sull'altare, vivendo questa giornata 'particolare' con l'allegria tipica dell'infanzia. 

RIFIUTATA LA SOLUZIONE DI UN PERIODO IN HOTEL. Questa mattina, nel momento in cui le famiglie sgomberate sono state accompagnate fuori dall'edificio, gli assistenti sociali avevano proposto loro una soluzione d'emergenza, un albergo. Sui nove nuclei che abitavano la palazzina di via Irnerio, soltanto uno ha accettato l'offerta: si tratta di una famiglia composta dai due genitori e da cinqua minori. "Come facciamo a vivere con dei bambini piccoli in una camera d'albergo? - l'argomentazione di una mamma 29enne - non potrei far loro da mangiare. E poi abbiamo paura che dall'hotel sia poi più semplice lasciarci per strada. In questi mesi abbiamo pagato delle quote e speravamo a poco a poco, di estinguere il debito. La sentivamo casa nostra, pagavamo le bollette della luce". 

L'ULTIMATUM: "DEVE VENIRE QUI ZUPPI". Gli attivisti di Asia Usb hanno chiesto al parroco, Don Alessandro, di intercedere e chiedere un incontro urgente all'Arcivescovo, in modo che proprio lui (che già si era espresso e dimostrato una certa sensibilità sull'emergenza abitativa) potesse 'mediare' le trattative con le istituzioni. Detto fatto, con la disponibilità di Zuppi a un incontro nel primo pomeriggio in via Altabella per parlare dell'emergenza abitativa in città, oltre che della situazione che vede direttamente coinvolti gli ormai ex occupanti dell'edificio di via Irnerio. 

"L'Arcivescovo non ci ha mai calendarizzato un incontro con noi per cui a questo punto è lui che deve venire qui, anche per rendersi conto di quello che stanno vivendo queste famiglie". Don Alessandro replica che questo àut àut sa di ricatto. Infine l'ultimatum è: o Zuppi viene qui oppure noi non ce ne andiamo e i due ragazzi sul tetto non scendono. 

MATTINATA DI GUERRIGLIA IN VIA IRNERIO. Blitz all'alba. E' dalle prime ore del mattino che via Irnerio vive scene di tensione: 'cariche' della polizia, che a fatica è riuscita a respingere gli attivisti radunatisi sotto l'edificio occupato per bloccare lo sgombero, rivendicano il "diritto alla casa, al reddito e alla dignità". In strada è il caos: le urla dei manifestanti da un lato, il massiccio schieramento della polizia dall'altro. Sono volate anche manganellate e 4 attivisti di Asia sono rimasti lievemente contusi, altri 3/5 sarebbero stati i feriti derivati dal respingimento che ha portato i manifestanti dall'edificio fino alla chiesa di Santa Maria. 

Nello stabile occupato si trovavano una cinquantina di persone, tra cui circa 15 minori, che pian piano sono stati fatti sfollare, trascinandosi dietro pochi bagagli. Due donne, che qui avevano trovato casa, sono state trasportate in ospedale: una mamma quarantenne malata di diabete e una nonna di oltre 80 anni, che ha avuto una crisi di panico vivendo l'insolita esperienza dello sgombero. Per gli sfollati sono state messe a disposizione delle sistemazioni temporanee, che però in diversi hanno rifiutanto, chiedendo non solo un 'appoggio' momentaneo, ma una sistemazione stabile e definitiva. Soprattutto per quanti hanno a carico bimbi piccoli. 

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