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Scuole chiuse e zona rossa, i genitori di Cinnica: "Almeno lasciateci aperti i parchi"

Sugli strascichi delle contestate Faq interpretative della Regione, all'indomani della zona arancione scura, i rappresentanti dei genitori mettono subito le mani avanti: "Già dura con scuole chiuse, non accetteremo la reclusione totale dei nostri figli"

Non solo vanno riaperte le scuole il prima possibile. Ma guai anche a chiudere parchi e piazze se scatterà la zona rossa, perché "non sarà accettata la reclusione totale che infanzia e adolescenza hanno dovuto sopportare nella prima fase della pandemia".

A dirlo è la consulta Cinnica di Bologna, che si rivolge così al Comune e alla Regione Emilia-Romagna rilanciando la richiesta di allentare le restrizioni in particolare sulla scuola, che "deve essere l'ultima a chiudere e la prima a riaprire". Ma non solo.

"Allo stesso modo vediamo con preoccupazione la chiusura delle attività sportive, anche all'aperto", afferma Cinnica. Per questo, "anche in vista di provvedimenti più restrittivi, è necessario mantenere accessibili gli spazi verdi e urbani, come le piazze, controllandone la frequentazione ma rispettando il bisogno di bambini e ragazzi di muoversi e stare all'aria aperta, garantendo così davvero il diritto alla salute".

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Secondo la consulta, però, su questo tema "regna la confusione, anche nella comunicazione istituzionale. Mentre la Regione scrive nelle Faq che non si può andare con i propri bambini al parco, il Comune di Bologna specifica che i bambini possono frequentare le aree gioco dei parchi se privi di sintomi influenzali, rispettando la distanza di un metro e indossando la mascherina dai 6 anni in su".

Secondo Cinnica, questi "grossolani errori denunciano la trascuratezza della comunicazione verso le famiglie che, come un anno fa, si sentono abbandonate dalle Istituzioni in un clima di paura che saranno i più fragili a pagare di più". Per questo, la consulta invoca "interventi immediati". Prima di tutto al Governo si chiede di "investire su personale docente aggiuntivo per lo svolgimento della didattica in presenza" e di prevedere "congedi parentali e aiuti economici immediati per i genitori con i figli in Dad".

Alla Regione, la consulta chiede il "tracciamento costante della popolazione scolastica" e di "procedere nella vaccinazione di tutto il personale". Al Comune di Bologna, Cinnica chiede "un'efficace comunicazione" sulle condizioni per lo svolgimento dell'attività motoria e il gioco libero nei parchi, incentivare l'uso della bici e informare al più presto "la cittadinanza su ragioni della chiusura e misure che verranno adottate per una pronta riapertura dei servizi scolastici". I genitori di Cinnica, del resto, si dicono "perplessi e arrabbiati" per la chiusura delle scuole.

Dopo un anno "ci troviamo al punto di partenza -sottolineano- per contenere i contagi si sceglie ancora una volta di chiudere le scuole, anziché intervenire su realtà meno controllate", oltretutto con una "colorazione costruita ad hoc". I rappresentanti di Cinnica si dicono "consapevoli della gravità della situazione, ma non possiamo fingere che quello che sta succedendo fosse inaspettato. In questi mesi non si è fatto tutto il necessario per tenere le scuole aperte. Non sono state stanziate le risorse necessarie, né adottati provvedimenti.
Constatiamo con grande amarezza che ancora una volta si è deciso di mettere i più giovani all'ultimo posto". Anche per questo, Cinnica sta "ragionando su possibili azioni da portare avanti" nei prossimi giorni per "mantenere alta l'attenzione". (San/ Dire) 

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