Sale gioco a Malalbergo: "Noi costretti a chiudere, il gioco online invece non lo fermeranno"

Duro sfogo dei titolari di due attività ad Altedo. Il sindaco: "Far chiudere questi punti che nulla hanno a che fare con le Las Vegas creerà un problema grave, dei veri e propri ghetti"

Titolari di sale gioco in protesta sotto la Regione

Le sale gioco che distano meno di 500 metri da scuole e luoghi sensibili nei mesi scorsi hanno ricevuto, a ruota, le lettere d 'invito' a delocalizzare, pena la chiusura.  A stabiliro è la leggere regionale n.4 del 2013, modificata l'anno scorso, e poi ancora dalla giunta attraverso una delibera.

I titolari delle sale gioco di tutta la regione hanno provato a far sentire la propria voce, manifestando sotto la Regione  contro questa legge,  perché "la ludopatia - hanno spiegato in quella circostanza - è una cosa seria, ma non può essere combattuta facendo chiudere delle attività che danno anche lavoro sul territorio, e soprattutto fanno da filtro per i giocatori d'azzardo, segnalando chi scommette in maniera patologica". E dopo Bologna, anche in provincia svariate attività hanno abbassato la saracinesca, o sono in procinto di farlo.

Le testimonianze 

A Malalbergo le attività interessate da questo provvedimento sono due, e unanime la posizione.  "Ho aperto a febbraio del 2016 facendo un investimento importante - spiega a BolognaToday Federico Venturi, 29 anni, titolare della sala Golbet in via Minghetti ad Altedo - e nonostante la sala sia in una zona industriale ho ricevuto la lettera dove spiegano che o mi sposto o chiudo, perché sono vicino a un luogo sensibile. Sinceramente non capivo quale potesse essere questo luogo vista la mia posizione, e poi, grazie al Comune, ho scoperto che il riferimento è a un campetto da basket libero, che in linea d'area è a circa 200 metri. Ho due dipendenti, per la legge o mi sposto o devo chiudere entro il 31 dicembre, ma forse riesco a stare aperto ancora qualche mese, ma non cambia nulla. E' assurdo perdere tutto così, perché noi siamo i primi a controllare cosa accade qui dentro. I minori di 18 anni non possono neanche entrare, e rispettando la legge sia io che i miei dipendenti abbiamo fatto numerosi corsi contro la ludopatia, e siamo formati". E ancora: "Siamo i primi a segnalare qualcuno che inizia a giocare in maniera compulsiva, e personalmente non ho neanche le slot. Non è possibile fare dei provvedimenti e non pensare alle conseguenze, facendo perdere lavoro a centinaia di persone. La ludopatia non si combatte così"

Pietro Pederzini, 44 anni, da 18 è il titolare della Tabaccheria AB in centro ad Altedo. All'interno dell'attività ha sia un corner scommesse che le sale slot, e fa un'altra riflessione: "Ho ricevuto la classica lettera, e il corner devo staccarlo entro il 31 dicembre, mentre per le slot c'è una deroga fino a marzo 2022. Quello che per tutti è noi è pazzia, è una legge che fa chiudere le attività facendo perdere posti di lavoro, ma che non prende in considerazione una cosa. Faranno chiudere circa il 90% di queste attività in tutta l'Emilia Romagna, ma non hanno pensato che il gioco online non lo ferma nessuno. Con un telefono, aprendo un conto gioco, posso sedermi in chiesa, in un'associazione, in una scuola e giocare soldi veri senza alcun controllo - incalza -  A differenza di quanto si possa pensare, noi conosciamo il territorio, le persone e le monitoriamo, senza contare che i dati Ausl dell'Emilia Romagna parlano di persone con problemi di gioco al di sotto dell'1%. Chiuderò il corner ma non mi sposto dal paese dopo 18 anni di attività, ma altre persone chiuderanno i battenti e intere famiglie saranno senza lavoro e soldi". E conclude: "La lotta alla ludopatia è importante, ma la legge non poteva essere retroattiva, danneggiando chi ha investito tutto, o quasi, nella propria attività".

Il sindaco

Il sindaco di Malalbergo Monia Giovannini, nonché portavoce dell'Unione Terre Pianura, su questo argomento prende una posizione forte. "Sono consapevole e convinta che la ludopatia sia un problema grave, meno dell'alcolismo comunque, e all'incirca come il vizio del fumo, se consideriamo quante sono le spese sanitarie relative alle patologie legate sia all'abuso di alcool sia al tabagismo - spiega anche attraverso un lungo post sui social  -  La ludopatia è un fenomeno devastante che ha trovato terreno fertilissimo nel mondo online. Malalbergo non ha mai adottato l'ordinanza sugli orari di gioco, unico comune del circondario, perché ho sempre pensato fosse inutile impedire di giocare in certi orari per fare ammassare i ludopatici in altri orari. Mentre abbiamo perimetrato le cosiddette zone sensibili, ovvero individuato i luoghi dove si gioca, ad una distanza inferiore ai 500 metri da scuole, centri di aggregazione, luoghi di culto. La perimetrazione l'abbiamo fatta come tutti i comuni perché prevista per legge". Entrando poi nel merito della leggere regionale, il primo cittadino incalza: "Con una delibera regionale, si è stabilito di trattare allo stesso modo le sale slot (le mini Las Vegas che vedete in giro per la pianura e che non esistono a Malalbergo) e le sale scommesse e perfino i cosiddetti "corner" presenti in esercizi commerciali. Sul nostro territorio i bar, le tabaccherie o le sale scommesse fanno un lavoro costante di controllo sociale. Far chiudere questi punti che nulla hanno a che fare con le Las Vegas di varia natura, per concentrare tutto nelle zone artigianali, creerà un problema grave: dei veri e propri ghetti in cui davvero si concentreranno soggetti di qualsiasi tipo e che difficilmente saranno gestiti da commercianti seri.  Come Unione Terre di Pianura, insieme ai colleghi Sindaci, abbiamo sollecitato alla Regione una riflessione sulla normativa che attualmente fa rientrare i corner e le sale scommesse nello stesso perimetro delle sale slot - conclude  Giovannini  - Non sono a favore della ludopatia, sono a favore del buon senso e anche della tutela di posti di lavoro ed esercenti che operano nella piena legalità, addirittura collaborando a volta con istituzioni e forze dell'ordine per prevenire focolai socialmente pericolosi. Spero che presto intervenga una modifica alla normativa, all'insegna del buon senso e del rispetto di chi lavora e opera con correttezza e legalità".

La legge

Per cercare di contrastare la ludopati, la Regione Emilia Romagna è corsa ai ripari con la legge n.4 del 2013, modificata nel 2018. Attraverso una delibera, la giunta ha poi indicato le  “Modalità applicative del divieto alle sale gioco e alle sale scommesse e alla nuova installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito” approvando, a gennaio di quest'anno, un documento avente come oggetto  le “Modalità applicative del divieto di esercizio dei punti di raccolta delle scommesse e ulteriori integrazioni alla delibera di giunta regionale n. 831 del 2017”.

La legge prevede che sale gioco e sale scommesse siano distanti almeno 500 metri dai luoghi sensibili, e che la distanza sia calcolata secondo il percorso pedonale più breve. Sono considerati luoghi sensibili gli istituti scolastici, i luoghi di culto, gli impianti sportivi, le strutture residenziali o semi residenziali in ambito sanitario o sociosanitario, le strutture ricettive per categorie protette, i luoghi di aggregazione giovanile e gli oratori. 

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