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Giovedì, 30 Giugno 2022

Strage 2 agosto, Ciavardini: "Il processo è il bancomat per le vittime della strage" | VIDEO

Una vecchia conoscenza dei bolognesi torna a far parlare di sé. E' tutto in una inchiesta pubblicata oggi, anniversario dell'omicidio del giudice Amato per il quale sono stati condannati lo stesso Ciavardini e Gilberto Cavallini

E' una vecchia conoscenza (purtroppo) dei bolognesi, ma Luigi Ciavardini torna a far parlare di sé. E' tutto in un approfondito dossier di Andrea Palladino e Veronica Di Benedetto Montaccini su Roma Today, "Il nero Ciavardini, la rete tra Rebibbia e la Regione Lazio". 

L'ex Nar, tra i condannati per la strage alla stazione di Bologna, e sua moglie, Germana De Angelis, coordinano l’associazione Gruppo Idee, nata nel 2009 all’interno del carcere di Rebibbia, “Accogliamo tutti - De Angelis tiene a precisare a RomaToday - senza distinzione di credo politico”. E tra corsi e laboratori, spunta anche il magazine “Oltre il cancello”, diretto da Federico Vespa, figlio di Bruno, che vede tra i collaboratori anche Francesco Schettino, detenuto ed ex comandante della Costa Concordia, naufragata nel 2012. L'associazione ha beneficiato anche di finanziamenti da parte della Regione Lazio, come ha potuto verificare RomaToday. 

Tutti compatti nel ribadire l'innocenza di Ciavardini sul 2 agosto che in spy cam ha detto che "Il processo (della strage) è un bancomat, i familiari delle vittime ricevono contributi da ministeri, presidenza, regioni, comuni per esistere come associazione".

Attorno all’associazione, inoltre, si è creata una vera e propria rete, tra avvocati, contatti, cooperative e offerte di lavoro "passaggio fondamentale per ottenere la semi libertà, che permette di passare le ore diurne fuori dal carcere" specificano i colleghi Palladino e , Di Benedetto Montaccini, quindi un sistema con cui Ciavardini sceglierebbe i detenuti da far uscire? 

E poi c'è Gilberto Cavallini, condannato all'ergastolo per la strage alla stazione e , sempre insieme a Ciavardini per l'omicidio del giudice Mario Amato proprio 42 anni fa, il 23 giugno del 1980.  L'associazione lo ha aiutato ad uscire dal carcere di Terni. Le ombre sembrano sempre più fitte, anche dopo 40 anni. 

L'inchiesta

• Una fonte interna a Rebibbia racconta a RomaToday in video le ombre del sistema con cui Ciavardini sceglie i detenuti da far uscire per far godere loro di buona condotta e sconti di pena.

• Ciavardini in spycam: "Il processo (della strage di Bologna) è un bancomat, i familiari delle vittime ricevono contributi da ministeri, presidenza, regioni, comuni per esistere come associazione", "La fiducia nella magistratura non può esistere", "Lo Stato vince sempre, questa è una ammissione che faccio a malincuore, perché vuol dire che io ho combattuto qualcosa che ho sbagliato...".

• Germana De Angelis, moglie di Ciavardini e presidente dell'associazione gruppo Idee, afferma "Sì, certo, noi Gilberto Cavallini lo abbiamo fatto uscire da Terni, certo". Gilberto Cavallini, ex Nar, l'uomo che materialmente uccise il giudice Amato, è stato condannato in primo grado nel 2018 per la strage di Bologna. Luigi Ciavardini, da parte sua, è oggi imputato per falsa testimonianza, per la sua deposizione proprio su Cavallini.

• L'associazione Gruppo idee gode di ottimi rapporti con il Consiglio regionale del Lazio: oltre a ricevere molti finanziamenti, Manuel Cartella, socio del figlio di Luigi Ciavardini in una coop che si occupa proprio di detenuti, è stato nominato lo scorso anno vice Garante dei detenuti del Lazio.

Leggi l'intero dossier su Roma Today

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