Cresce il business dei cibi pronti: Emilia-Romagna prima in Italia

Nella regione che vanta prodotti tipici e la Food Valley, si cucina sempre meno in casa, a giudicare dal giro d'affari. Nella zona grigia rimangono coloro che il cibo lo consegnano

Si cucina sempre meno in casa in Emilia-Romagna, almeno a giudicare dal giro d'affari. La regione che vanta numerosi piatti e prodotti tipici e la cosiddetta Food Valley, la zona delle eccellenze gastronomiche, è prima in Italia quanto a cibo take away e piatti pronti, con un business da 1,5 miliardi, sui 5,5 totali, seguono la Lombardia e il Lazio.

Le imprese take away e cibi pronti sono 37.966, +1% in un anno, circa 112 mila addetti rispetto ai 109 mila dello scorso anno, +3%, sono i numeri del settore in Italia. A Bologna sono 839, a Roma 3mila, a Napoli e Milano circa 1.900, ma i dati sono in crescita, come le piattaforme e le app per ordinare.

Sembra quindi che al cibo pronto non si ricorra più in caso di emergenza, ma potrebbe presto diventare una comoda abitudine, dal take away ai pasti consegnati a domicilio.

Nella zona grigia, almeno per ora, resta chi in sella a bici e scooter i cibi li consegna. Proprio da Bologna a novembre del 2017 è partito lo stato di agitazione, con lo sciopero dei ciclofattorini e la nascita del sindacato "Riders Union" e sempre in città, in tempi non sospetti, venne lanciata "PizzaBo", fondata due due studenti dell'Alma Mater e poi acquistata dal colosso Just Eat

Tra compensi orari decisamente bassi, assicurazione per eventuali infortuni mancanti e poi malattie, ferie e contributi, il 1° maggio 2018 i riders bolognesi salirono sul palco del "Concertone" di Roma fino alla firma della “Carta dei diritti fondamentali dei lavoratori digitali nel contesto urbano” dal Sindaco Virginio Merola e dall'assessore al Lavoro Marco Lombardo, da Riders Union Bologna, dai segretari di Cgil, Cisl e Uil e dai vertici di Sgnam e Mymenu, marchi della nuova società Meal srl.

Riders, la Carta di Bologna diventa legge: più tutele ai lavoratori

Fino a oggi: il sindaco Virginio Merola è arrivato a boicottare la piattaforma Just Eat, che non ha firmato la Carta, poiché, come hanno fatto sapere i sindacati, la piattaforma ha comunicato la revoca dell'appalto all'intermediario che fornisce il servizio dei ciclofattorini a domicilio.

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