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Lunedì, 22 Aprile 2024
Cronaca Crevalcore

Quelle cicogne che da 30 anni tornano all'ex zuccherificio |VIDEO

Tutto documentato in tempo reale con una webcam fissa che le immortala nelle loro abitudini granitiche. Sempre lo stesso traliccio per il nido. E il ritorno, puntuale, ogni primavera

Da quasi 30 anni le cicogne scelgono le vasche dell'ex Zuccherificio di Crevalcore, Area di Riequilibrio Ecologico, istituita dal Comune (Legge Regionale n.11/88). Sono le vasche di decantazione dell'impianto chiuso dal 1985. La superficie complessiva di circa 22 ettari è per i due terzi occupata da ambienti umidi ricreatisi all’interno dei vecchi bacini di stoccaggio delle acque reflue. Nelle adiacenze sono stati realizzati dalla Provincia di Bologna agli inizi degli anni novanta, circa 6 ettari di rimboschimento ormai completamente affrancati.

Le cicogne in questo luogo singolare formano coppia fissa: ogni anno, riutilizzano il loro nido sul traliccio della luce, al riparo da eventuali predatori. Sono animali fedeli, formano coppie stabili e tornano ogni primavera nello stesso nido per allevare i propri piccoli. 

Ma non è tutto. È possibile seguire in tempo reale la coppia di cicogne grazie alla webcam puntata verso il nido, grazie a un progetto nato dalla collaborazione tra il Comune di Crevalcore, Terna e Sustenia. 

Cosa si può osservare

Oltre alle cicogne, le vasche dell’ex-zuccherificio costituiscono anche un sito importante per diverse specie di Anfibi e Rettili. All’inizio della primavera si possono udire i canti amorosi dei rospi smeraldini. A questi si associano i richiami di decine di raganelle, il cui canto si prolunga fino all’autunno inoltrato. Anche la oramai rara testuggine palustre ha trovato nelle acque indisturbate di quest’area un valido rifugio dove sopravvivere e riprodursi.

Durante i passi migratori (marzo/aprile e settembre/ottobre) in quest’area si rinviene il maggior numero di specie di uccelli, spiegano da Natura di Pianura. Stormi di pittime reali, numerosi combattenti, totani mori e piro-piro, nonché marzaiole, mestoloni e fischioni sostano in alimentazione nelle basse acque dei bacini. Nella stagione riproduttiva è invece facile avvistare il cavaliere d’Italia oppure l’airone cenerino che nell’area nidifica in una grande colonia unitamente alla nitticora.
All’arrivo dell’inverno fanno la loro comparsa svariate decine di aironi bianchi maggiori e cormorani che utilizzano la vegetazione arbustiva cresciuta come dormitorio, mentre la superficie dell’acqua si riempie di centinaia di alzavole e germani reali. Dove la profondità dell’acqua è maggiore è invece possibile osservare moriglioni e morette, anatre tuffatrici che si immergono alla ricerca di cibo. Le specie citate sono solo alcune di quelle che frequentano l’area: un occhio attento e paziente potrà sicuramente fare tante altre osservazioni.

Visitare le Vasche

Lasciata l’auto prima della stanga nei pressi del cartello di presentazione dell’area in Via Bandita, si prosegue a piedi lungo il percorso di visita indicato nella cartellonistica e seguendo le frecce segnaletiche. E’ possibile raggiungere tre capanni per l’osservazione posti sugli argini delle vasche. Da uno di questi è possibile osservare anche uno dei due rimboschimenti.
Per non causare disturbo alla fauna dell’area è importante attenersi scrupolosamente alle regole per la visita descritte negli appositi cartelli e non uscire mai dal percorso segnalato. La visita da parte di scolaresche e gruppi superiori a cinque persone è consentita solo se accompagnata da personale autorizzato.

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