Cimice asiatica, dal ministero via libera all'introduzione della vespa samurai

Terminata la fase di strudio sull'impatto ambientale. La cimice responsabile di centinaia di migliaia di euro di danni alla frutta

L'atteso via libera alla vespa samurai per combattere la cimice asiatica è arrivato. E ora può aprirsi la stagione della lotta biologica contro l'insetto flagello colpevole di ben 600 milioni di danni alla frutticultura italiana. Dopo il via libera dei ministeri delle Politiche agricole e della Salute, la Conferenza Stato-Regioni-Province autonome ha approvato il decreto del ministero dell'Ambiente che autorizza il decollo della vespa samurai. Si può partire dunque con l'intervento anti-cimice tanto atteso, giudicato l'unico che può fermarla.

Pio Federico Roversi, direttore del Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), spiega infatti che "diventa quindi l'attuazione del programma di lotta biologica alla cimice asiatica preparato dal Tavolo tecnico costituito dal Servizio fitosanitario centrale del ministero delle Politiche agricole insieme con il Crea, i Servizi fitosanitari delle Regioni e Province autonome e varie Università e Fondazioni scientifiche di eccellenza del nostro Paese".

La Vespa samurai, non più grande di due millimetri e innocua per l'uomo, era la soluzione su cui il Crea si era messo al lavoro da tempo, su incarico del ministero delle Politiche agricole, introducendola in Italia già nel 2018 in condizioni di quarantena "non solo per verificarne la potenzialità ma anche soprattutto per realizzare il non facile Studio di analisi del rischio, indispensabile per valutarne il possibile impatto ambientale", spiega oggi Roversi.

Il lavoro preparatorio al 'decollo' della vespa samurai, rimarca il direttore del Crea, "condotto con un anticipo di ben due anni, permette oggi al settore agricolo del nostro Paese di essere pronto da subito per presentare la documentazione necessaria prevista dal nuovo decreto senza perdere altro prezioso tempo che l'agricoltura italiana non ha".

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Questo "programma di collaborazione ministero, Crea, Servizi fitosanitari regionali, Enti scientifici, che ci si augura possa a breve essere approvato- conclude e auspica il direttore Roversi- prevede, senza nessun onere per gli agricoltori, la distribuzione della Vespa samurai su gran parte dei territori colpiti per avviare quel riequilibrio ecologico necessario per ridare fiato alla frutticoltura italiana". (Red/Dire)

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