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Riaprono i cinema, Malucelli (Agis): "Il coprifuoco complica le cose, ma non vediamo l'ora"

Il presidente dell'Agis commenta l'imminente ripresa del settore: "Non tutti riusciranno a riaprire, bisogna fare i conti anche con la distribuzione dei film". Ecco come sarà andare al cinema: regole da rispettare e livelli di sicurezza

Il 26 aprile è vicino e sarà il giorno delle riaperture visto il passaggio dell'Emilia-Romagna in zona gialla, così come anche i musei (qui l'intervista a Roberto Grandi, presidente di Istituzione Bologna Musei, che spiega come si riparte) anche le sale cinematografiche torneranno ad accogliere gli spettatori. Il presidente di Agis Emilia-Romagna Andrea Malucelli racconta di una grande voglia di tornare a illuminare il grande schermo: "Non vediamo l'ora di riaprire le sale, ma abbiamo bisogno di protocolli. Probabilmente alcuni cinema apriranno e altre no. Fra questi ultimi le grandi multisala. E oltre all'aspetto economico, c'è anche quello organizzativo". 

Quale il disagio maggiore rispetto a questo restart? Qualcosa poteva essere fatta meglio? "Il coprifuoco alle 22 per esempio, è un po' un problema per la programmazione dell'ultimo spettacolo. Ci aspettavano, come fatto in Francia e Inghilterra, una deroga per chi porta con sè il biglietto che attesta la presenza al cinema fino a poco prima. Chi riapre quindi, a seconda della durata del film proiettato, dovrà far cominciare l'ultimo film intorno alle 19.00/19.30, in modo da far uscire il pubblico per le 21.30". 

Come sarà andare al cinema: regole da rispettare e livelli di sicurezza

Regole e condotta degli spettatori, come sarà? Livelli di sicurezza? "I protocolli sono molto stringenti e il nostro pubblico, devo dire, sempre attentissimo. Così è stato in autunno. Mascherina obbligatoria sempre, eccetto l'eventuale tempo strettamente necessario per mangiare o bere qualcosa, distanza di almeno un metro fra persone che non appartengono allo stesso nucleo familiare, sistemi di aerazione e ricambio di aria adeguati. E poi le persone al cinema non parlano e sono rivolte tutte nella stessa direzione. Pensiamo che la sicurezza sia massima e la voglia di tornare al cinema fortissima". 

A che punto siamo però con la distribuzione? Ci sono film da vedere? Ci sono state produzioni nel periodo più difficile della pandemia? "Probabilmente le produzioni americane e inglesi sono un po' più avanti delle nostre per il vantaggio con i vaccini, ma molte produzioni hanno lavorato anche da noi. Ci sono poi quelle uscite che erano state 'congelate' e che adesso finalmente potremo vedere. Qualche esempio? Il film su Gucci o Diabolik, che è stato girato proprioa Bologna". 

Scuola, contrordine del Governo: si riapre, ma al 60%

Rispetto al dpcm ci sono dubbi o incertezze su qualche punto? "L'ultimo protocollo del 27 marzo vietava la possibilità di mangiare e bere nelle sale. Crediamo che per il momento sia rimasto così. Sulla distribuzione dei film invece non conosciamo bene le tempistiche visto che l'annuncio è stato ravvicinato alla data e sappiamo già che non tutti i film sono già disponibili".

Lo scenario? Come immagina questa ripresa? "Sarà un crescendo, ma tanto dipenderà dalla situazione sanitaria e dai film. L'ultima settimana prima di chiudere a ottobre le sale erano piene con la proiezione del documentario su Pantani. Le persone si sentivano sicure al cinema, nonostante la situazione si stesse aggravando progressivamente". 

Durante tutti questi mesi sono andate molto forti le piattaforme di streaming. Secondo lei questo potrebbe danneggiare il cinema? "Affatto. Anzi, grazie che ci siano state e che abbiano forse anche aumentato l'interesse verso l'audiovisivo. Resto comunque fortemente convinto che le due esperienze siamo molto differenti fra loro. In futuro li vedo come due canali paralleli". 

"I cinema sono stati chiusi in tutto il mondo"

Vi siete sentiti in qualche maniera sottovalutati, non supportati o non presi abbastanza in considerazione? "I cinema sono stati chiusi in tutto il mondo e siamo prima di tutti rispettosi per la salute pubblica, anche se abbiamo fatto presente che con l'apertura non si risolveranno tutti i nostri problemi. Saranno mesi difficili. Ma sentiamo forte la volontà di aprire perchè il cinema secondo noi ha un valore sociale importante. Il futuro lo vedo abbastanza positivo, da quando non lo so". 

Licenziamenti, aumento di prezzi dei biglietti in previsioni per recuperare delle perdite? "Grazie alla cassa integrazione nessuno è stato licenziato, anzi molti hanno anticipato il contributo per i loro dipendenti visto l'allungarsi dei tempi. No, non aumenteranno i biglietti. Devo dire a questo proposito che nel periodo di chiusura l'affetto dei nostri clienti si è manifestato anche con la proposta di poter contribuire alla causa, magari con delle donazioni, che non sono mai state previste". 

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