SOS cinghiali in Appennino, Coldiretti: 'Gli agricoltori abbandonano i campi'

L'associazione si rivolge ai sindaci di Lizzano in Belvedere, Gaggio Montano, Alto Reno Terme, Camugnano e Castel di Casio

Un'azione decisa contro "il definitivo abbandono della montagna da parte degli agricoltori". La chiede Coldiretti, associazione degli agricoltori, ai sindaci di Lizzano in Belvedere, Gaggio Montano, Alto Reno Terme, Camugnano e Castel di Casio, parlando di una "continua devastazione dei campi, con decine e decine di ettari di raccolti distrutti in diversi Comuni della montagna bolognese, dove i cinghiali sono ormai fuori controllo con una densita' di animali per ettaro al di sopra del sopportabile dall'uomo e dalla natura".

Anche di fronte ai campi di foraggio distrutti, in particolare, i produttori si dicono esasperati e "non è un caso" che molti di loro "stiano abbandonando i campi". Secondo i numeri di Coldiretti, infatti, dagli anni 2000 ad oggi nella montagna bolognese 2 agricoltori su 3 hanno chiuso l'azienda: a fronte delle 3.000 imprese agricole censite un quindicennio fa, oggi ne rimangono meno di 1.000. Pesano in tutto questo "forti problemi per la biodiversità", alla luce della "distruzione sistematica" di gemme e rigetti delle piante citata anche dall'Ispra. 

Qualche settimana fa la Città Metropolitana si è messa alla ricerca di nuovo personale tecnico volontario da impiegare a supporto della Polizia provinciale nei piani di controllo al cinghiale, dopo un intervento mirato di abbattimento di un gruppo di cinghiali nella zona di Ceretolo a Casalecchio di Reno.

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