Cinzia travolta dal treno. Il calvario della mamma: “Abbandonata da tutti”

Una ragazza di 15 anni che non c'è più, una guerra legale, le Ferrovie che chiedono risarcimenti alle vittime. E "Presso lo stesso passaggio a livello morte altre 10 pesone". Dopo 9 anni nessuna requie nè supporto

Rosa Barba, la mamma di Cinzia Anastasio morta a 15 anni sotto un treno in corsa

La mamma di Cinzia Anastasio, la 15enne che nel 2002 perse la vita insieme a una sua amica al passaggio a livello Due Madonne ha scritto a Bologna Today per raccontare, a 9 anni esatti dalla tragedia, quanto sia difficile sentirsi abbandonati da tutti proprio quando si vive un dolore così grande: “Neppure mio marito mi ha aiutata. Secondo lui Cinzia l’ho uccisa io, perché io le ho comprato quel motorino”. Rosa Barba però si è sentita abbandonata anche dalle istituzioni, dagli avvocati che l’hanno seguita, dalle Forze dell’Ordine. L'appello: fate in modo che storie come questa non accadano più!

LA TRAGEDIA AL PASSAGGIO A LIVELLO. Il 27 novembre del 2002 le giovanissime Cinzia Anastasio (15 anni) e Veronica Scinia (13 anni) vengono travolte da un treno al passaggio al livello Due Madonne: erano le 18.40 e Cinzia, che aveva un motorino nuovo fiammante e l’età per guidarlo, stava accompagnando l’amica più giovane a casa. Ultime dello sciame di scooter degli amici si sono fermate al passaggio a livello all’abbassarsi della sbarra. Il treno è passato e le ragazze sono partite: ma un altro convoglio le ha tranciate all’improvviso uccidendole.

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Cosa è successo quel maledetto pomeriggio di novembre?
Dopo la scuola mia figlia si è trovata con i suoi amici e a una certa ora sono partiti tutti, con i loro quattro motorini, per accompagnare l’amica Veronica a casa: da via Mattei avrebbero dovuto raggiungere via Sardegna, passando i binari Due Madonne. Ma Cinzia e Veronica non sono mai arrivate a destinazione.
Ancora dubbi su chi fosse alla guida del motorino?
Sì, non esistono ancora certezze, soprattutto dopo il ritrovamento dello zaino di mia figlia (consegnatomi dalle Pompe Funebri), che aveva solo una macchia di sangue nella parte che poggia sulla schiena: questo significa che non poteva essere fra le sue gambe, come quando si è alla guida, perché altrimenti avrebbe riportato tracce ematiche molto più  importanti visto lo smembramento dei suoi arti inferiori. Gli amici delle ragazze, girandosi per vedere come mai fossero rimaste indietro dicono di aver visto un cambio: Veronica avrebbe preso il posto di Cinzia alla guida. Questa incertezza ha alimentato una battaglia legale fra noi e la famiglia di Veronica che forse si sarebbe potuta evitare.
L’attraversamento binari è sicuro?
Loro non sarebbero dovute passare, ma in quello stesso punto sono morte almeno altre dieci persone. Forse questo qualcosa vorrà dire. Ci vorrebbe una doppia barra. Voglio sottolineare inoltre che quel treno andava a 140 km orari.
Il corpo e gli effetti personali di Cinzia?
Il corpo è stato travolto e trascinato, poco è rimasto di lei e quel poco non me lo hanno voluto far vedere. Abbiamo chiesto i suoi vestiti alla Polizia Ferroviaria, ci è stato detto che c’erano ma poi non sono stati più trovati. “Ormai è morta” ci hanno detto. Ma per noi sarebbe stato importante averli, anche per capire la dinamica dell’incidente. Quando ci hanno restituito lo zaino per me è stato un po’ un sollievo, dentro c’era anche il suo diario, un pezzo di lei. Dopo due giorni dal fatto è stata trovata una gamba, e intanto stava crescendo una sorta di pellegrinaggio di ragazzini che volevano oggetti e cercavano affetto tornando in quel posto o chiedendoci dei ricordi di Cinzia, alla quale volevano tantissimo bene.
Vi hanno chiesto dei risarcimenti? E l’assicurazione?
Ci sono stati chiesti risarcimenti dalla famiglia dell’altra ragazza e dalle Ferrovie dello Stato (visto che il mio primo avvocato li aveva citati), ma al momento, dopo le varie vicissitudini legali, mi sono stati confermati i 40 mila euro: 20 mila al macchinista e 20 mila a Trenitalia per averli messi in causa. Ma io non so come pagare, ho già dei debiti che derivano dalle spese legali e non arrivo a fine mese visto che il mio ex marito non mi ha mai neppure pagato gli alimenti. L’assicurazione non copre nulla perché non era una Kasco e Cinzia non avrebbe potuto caricare nessuno. Con il senno di poi…
Cosa è successo alla sua famiglia?
La mia famiglia si è spezzata. Mio marito mi ha sempre attribuito tutte le colpe e mi ha lasciata completamente da sola a gestire tutto quello che è venuto dopo l’incidente, comprese le spese legali e le mie altre tre figlie, una delle quali con un handicap. Lui si è concentrato solo sul lavoro e io cercavo risposte mentre mi veniva chiesto un miliardo e mezzo di danni dai genitori dell’altra ragazza. Per pagare le parcelle degli avvocati mi sono indebitata fino all’osso e oggi del mio già contenuto stipendio, mi resta ben poco.  
Si è sentita abbandonata a se stessa?
Esattamente. Per fortuna a un certo punto ho preso i contatti con l’Associazione Vittime della Strada, che mi ha dato una mano. Ma per il resto nulla: dovevo difendermi persino dai miei legali, che mi hanno fatto pagare fino a 7 mila euro in 6 mesi senza risolvere nulla. Mi sono rivolta persino all’Ordine degli Avvocati e mi hanno detto che avrei dovuto aspettare a pagare, ma io pensavo di agire onestamente con persone che non avrebbero approfittato del mio dolore. Il primo avvocato, il secondo, il terzo…sempre e spese a mio carico (solo mio) senza aiuti materiali né psicologici.
E oggi il rapporto con suo marito come va?
Ci siamo separati dopo alcuni avvenimenti sconvolgenti. Lui mi picchiava e mi insultava, anche davanti alle bambine. Ha persino cercato di investirmi con l’auto fino a quando è stato arrestato per stalking. Ora si è rifatto una famiglia, ma continua a non pagarmi gli alimenti e a rappresentare una minaccia per me e per le mie figlie.  

 

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