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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Cronaca

Bologna 'Città 30', Azione e Italia Viva: "Che non sia solo una bandiera ideologica"

I vertici di Azione e Italia viva chiedono al Comune un "percorso di ascolto ampio e di valutare le proposte che arrivano da più parti prima di assumere i provvedimenti attuativi"

"Se si parte dalla minaccia degli autovelox è destino non andare da nessuna parte". C'è l'altolà del terzo polo sul progetto di Bologna città 30. I vertici di Azione e Italia viva, a partire dai referenti locali Marco Lombardo, Andrea Forlani, Lina De Troia, Giampiero Veronesi, Alessandra Conti e Marco Mingrone, chiedono al Comune un "percorso di ascolto ampio e di valutare le proposte che arrivano da più parti prima di assumere i provvedimenti attuativi di un progetto che, se mal condotto e mal interpretato, può essere vissuto da molti cittadini come un mero proclama privo di senso pratico o, peggio, come un espediente per fare cassa attraverso le multe".

Per i liberali del terzo polo le premesse del provvedimento annunciato dal sindaco Matteo Lepore per il prossimo giugno sono condivisibili: "Qualsiasi progetto finalizzato a rendere più sicure le strade e a salvaguardare l'incolumità di chi le utilizza è da accogliere positivamente e da analizzare con spirito costruttivo. È quanto faremo - promettono - nelle prossime settimane, quando saranno resi noti i particolari del progetto ed in particolare le strade in cui si vogliono applicare le nuove regole, esprimendo un parere motivato e riservandoci di presentare, eventualmente, concrete proposte integrative, coinvolgendo i nostri iscritti e tutti quanti siano aperti al dialogo". 

Al progetto "manca qualcosa": centrale la questione del mezzo pubblico 

Ma il progetto, per come è stato presentato, "risulta avulso da un ragionamento complessivo sulla mobilità generale di Bologna, con esplicito riferimento al servizio di trasporto pubblico che dovrà comunque essere parte integrante di questa operazione". Insomma, argomentano gli esponenti bolognesi di Azione e Italia viva, "non tutti possono scegliere di non utilizzare l'auto: chi per questioni logistiche o lavorative o personali o familiari non può fare a meno di servirsi di un'automobile non può avere come unica risposta ai propri problemi interventi limitativi e repressivi". E allora, "se si vuole davvero realizzare 'Bologna città 30' e non farne soltanto una bandierina ideologica bisogna, da un lato, aumentare l'efficienza e la convenienza economica dei servizi pubblici urbani implementando il servizio ferroviario metropolitano attraverso i dovuti investimenti da parte della Regione, e dall'altro bisogna fornire la città delle infrastrutture necessarie a gestire il traffico automobilistico, a cominciare dai parcheggi scambiatori, per proseguire con progetti paralleli che tengano presente le realtà operanti sul territorio". 

(Dire) 

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