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Domenica, 3 Luglio 2022
Cronaca

Inchiesta Civis, fine indagine per Guazzaloca. Il Legale: 'Scagionato da Piero Gnudi'

Verso probabile assoluzione l'ex sindaco Giorgio Guazzaloca coinvolto nell'inchiesta sul Civis, il contestatissimo tram su gomma bolognese, finito al centro delle indagini della Procura. Inviato al suo indirizzo un avviso di fine indagine, notifica che ha raggiunto anche M.A., allora presidente di Atc (azienda trasporti), P.V. e C.C., dell'allora cda Atc, e al presidente del Consorzio cooperative costruttori (Ccc), colosso dell'edilizia della Lega Coop, P.C.. Altri avvisi di fine indagine, infine, sarebbero in corso a Torino, dove ha sede l'Irisbus, società del Gruppo Fiat.

GUAZZALOCA. "E' un avviso di fine indagine e non so se è prodromico a una richiesta di rinvio a giudizio. Rimarrei veramente allibito se fosse così, perché non c'e veramente nessun elemento a carico di Guazzaloca". Così si è espresso l'avv.Guido Magnisi, difensore dell'ex sindaco di Bologna Giorgio Guazzaloca. L'ipotesi di accusa per corruzione era relativa all'incarico avuto da Guazzaloca come presidente del cda di Leasys spa (partecipata al 48% da Enel e al 52% da Fidis servizi finanziari, controllata al 100% da Fiat auto).
Per la procura - in base all'avviso di garanzia che gli venne notificato - quella nomina (l'incarico fu assunto da Guazzaloca nel novembre 2004 quando non era più sindaco), con relativo compenso da 100.000 euro lordi annui, sarebbe stata una contropartita data all'ex sindaco in cambio dell'aggiudicazione, e della velocità nell'aggiudicazione, dell'appalto Civis all'Ati che aveva come capofila e fornitrice del mezzo Irisbus, del gruppo Fiat. Guazzaloca rimase due mesi a capo di Leasys poi passò all'Antitrust. La difesa di Guazzaloca aveva spiegato che era partita da Piero Gnudi, allora presidente di Enel e ora ministro del turismo e dello sport del Governo Monti, l'indicazione dell'ex primo cittadino per la presidenza nel cda di Leasys. Gnudi aveva poi confermato ai pm di essere stato lui a proporre Guazzaloca, con cui ci sono un rapporto di conoscenza ultradecennale e una stima reciproca. La richiesta di avere un incarico sarebbe arrivata da Guazzaloca tra settembre e ottobre 2004, una volta finito il mandato di sindaco, in occasione di incontri tra i due. Così Gnudi pensò a Leasys e una volta avuto il curriculum dell'ex primo cittadino lo girò a Scaroni di Enel. Questi, a sua volta, lo girò al rappresentante di Enel nell'assemblea societaria di Leasys che fece la nomina. In quel momento Enel stava dismettendo la propria quota in Leasys ed era stata assunta la decisione di affidare la presidenza della società ad una personalità esterna. Per un patto parasociale ad indicare il presidente toccava ad Enel, che indicò appunto Guazzaloca. Anche Scaroni, amministratore delegato dell'Eni e ai tempi amministratore delegato dell'Enel, aveva confermato quanto detto da Gnudi. Ulteriore conferma alle parole di Gnudi era poi arrivata da un'altra audizione, quella, sempre come persona informata, di Ugo De Carolis, amministratore delegato di Telepass spa, e dal 2003 al 2007 Ad di Leasys.

INCHIESTA. Oltre a Guazzaloca, erano indagati quattro legali rappresentanti di Irisbus che si sono succeduti nel tempo. Irisbus, che costruisce il mezzo Civis, e Ccc componevano l'Ati che si era aggiudicata l'appalto. Per corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio e per falso in atti pubblici avevano avuto avvisi di garanzia i dirigenti Atc.  .(ANSA)
 

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