Cronaca

Civis, Merola: "E' ora di mettere parola fine... Ci diano un filobus"

Merola rompe il silenzio sullo stop: "Sia ritirato e ci sia dato un filobus".E affonda: "O si assumono le responsabilità o ci saranno estremi per una risoluzione per danno del contratto"

Rompe il silenzio il sindaco di Bologna, Virginio Merola, sull'ultima battuta d'arresto ai cantieri del Civis, il tram su gomma al centro della polemica da mesi. Cittadini e politici, appresa la notizia dello stop ai lavori, imbufaliti hanno chiesto spiegazioni alla Giunta. Merola è stato perentorio: "O si tratta in modo soddisfacente assumendosi tutte le responsabilità o ci saranno gli estremi per una risoluzione per danno del contratto".Codì il primo cittadino ha dichiarato di aver chiesto a Irisbus (società appaltatrice Civis) di fornire un mezzo alternativo e si è mostrato fiducioso sulla possibilità di salvare i finanziamenti statali.".

Merola ha ripercorso la strada che ha portato allo stop ai lavori: "La verà novità è che non ci sono novità", ha esordito, elencando i "due riferimenti molto chiari di cui ci stiamo occupando". La prima è l'inchiesta giudiziaria aperta dalla Procura di Bologna: "Ci sono 17 persone inquisite per corruzione, frode e truffa, che nel 2004 hanno fatto il contratto che ci ha portato a questa situazione". Nella quale ha ricordato che "Atc si è nominata parte offesa nel rapporto con la Procura e non ha mai preso in carico i mezzi che per contratto siamo stati costretti a pagare". Poi c'é la conclusione dei lavori, che "tranne l'ultimo tratto di via Mazzini sono adatti a un sistema filoviario, nel senso che abbiamo assicurato la possibilità di elettrificazione".

La sospensione è stata dovuta alla mancanza "del nulla osta definitivo sulla sicurezza del mezzo". Dal punto di vista legale, ha ricordato Merola, per mettere in tutela gli interessi della città "abbiamo ritenuto opportuno sospendere i lavori perché continuare in questo modo ci esporrebbe sia davanti alla Corte dei Conti sia rispetto ai finanziamenti nazionali".

Il primo cittadino, nell'aprire pubblicamente una trattativa con l'Ati formata da Irisbus e CoopCostruzioni per una soluzione condivisa all'impasse che si è creata, ha anche risposto alla protesta di CoopCostruzioni che lamentava un rischio occupazione per 80 persone: "Il modo migliore per salvaguardare l'occupazione è chiudere in fretta questa discussione, in modo da riprogrammare l'avvio dei lavori", ha spiegato Merola, aggiungendo che "siamo ben consapevoli delle conseguenze occupazionali, ma credo che fossero note rispetto all'attività della Procura e al fatto che manca il nulla osta di sicurezza del mezzo".

Insomma, ha affondato il sindaco, "si tratta di affrontare queste questioni, non di fare lo scaricabarile". Così ha mandato a dire: "Noi ci aspettiamo che ci dicano come intendono risolvere il tema che questo mezzo non è per lunga parte del suo percorso non ritenuto sicuro: quindi noi facciamo la proposta che sia ritirato e ci sia dato un filobus".

Aspettando, nel frattempo, "l'esito delle indagini della magistratura perché secondo me ci sono tutte le condizioni perché o si tratta in modo soddisfacente e assumendosi delle responsabilità o ci saranno gli estremi per una risoluzione per danno del contratto". Insomma, ha concluso, "é arrivato il momento di mettere parola fine".

Quanto ai finanziamenti statali, Merola ha ricordato che "nella legge nazionale 211 che ha finanziato questo mezzo, non c'é scritto da nessuna parte della legge tranne che negli accordi e nel contratto, il tema dell'innovatività del mezzo". Per questo il sindaco si è detto fiducioso che, nel caso la trattativa con Irisbus andasse a buon fine, "non sarà il ministero a crearci problemi". E in ogni caso "se ci sarà tema di riduzione del finanziamento, faccio presente che noi il mezzo l'abbiamo abbondantemente pagato".

 

(ANSA)
 

 

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