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Sabato, 18 Maggio 2024
Cronaca

Crisi climatica, Xr al Comune: "L'assemblea cittadina che fine ha fatto?"

Ieri il sit-in a Palazzo D'Accursio. Poi la rassicurazione della vicesindaca Clancy

"Che fine ha fatto l'assemblea sul clima? Dopo tre anni di incontri e collaborazioni, Extinction rebellion bussa alla porta del Comune di Bologna per chiedere certezze e tempistiche del complesso percorso intrapreso nel 2020 per istituirla. Un'assemblea che nei piani del movimento, condivisi dal Comune, dovrà elaborare proposte per arrivare allo zero netto di CO2 entro il 2030. Ma i tempi si stanno allungando e gli attivisti sono preoccupati che la loro 'creatura' si incagli nelle maglie della burocazia, e per questo vogliono sapere la data esatta del primo incontro, dato che "la nostra richiesta iniziale era farla entro il 2021". Poi dopo la modifica dello Statuto Comunale (luglio 2021) e l'approvazione del regolamento (luglio 2022), "da febbraio 2022, quando ci era stato comunicato l'inizio dell'assemblea a ottobre 2022, abbiamo assistito ad almeno due slittamenti".

Così Extinction rebellion scende in piazza proprio di fronte a Palazzo d'Accursio per avere certezze. "Che ruolo avrà l'assemblea cittadina all'interno del disegno della mission della carbon neutrality nel 2030? Avrà un mero ruolo di passacarte, di decisioni già prese? Oppure davvero avrà il compito di avviare le discussioni per arrivare poi a elaborare le proposte? Così come come ci hanno promesso ormai due anni fa", si domanda Pasquale Pagano, portavoce della sezione bolognese del movimento.

"Noi siamo qui in piazza per ricordare che se stiamo parlando di urgenza l'azione deve essere immediata, altrimenti non si parla di urgenza, ma si parla di normale amministrazione e di questo purtroppo i cambiamenti climatici non ne tengono conto".

Ma nonostante l'evidente delusione ("Ci sentiamo presi in giro"), le rassicurazioni sono arrivate direttamente al sit-in.
La vicesindaca Emily Clancy e l'assessora al Patto per il clima Anna Lisa Boni sono scese a rassicurare gli attivisti, ammettendo che c'è stato "qualche rallentamento", principalmente per risolvere "gap burocratici" perché "è la prima volta che si organizza un istituto di questo tipo", ricorda Clancy, con cittadini estratti a sorte tra potenziali 'city user' chiamati a esprimersi sul clima.

"Ci è voluto qualche mese in più- prosegue Clancy- ma ci sono già tantissime città, da Barcellona a Trento, che ci stanno chiedendo informazioni su come fare". Nondimeno, sottolinea Clancy, la strada è ormai a buon punto, nonostante gli intoppi: "I fondi sono già stanziati, e tra poco partiranno le prime lettere di convocazione ai cittadini", ipotizzando che la prima assemblea svolgere realisticamente "in aprile". Forse è la volta buona dunque. Ma intanto Extinction rebellion tiene alta la guardia. Se si latita, "scenderemo in piazza in maniera costante ad oltranza e saremo costretti ad agire in maniera diretta con azioni di disobbedienza civile non violenta", promette il movimento.

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