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Reati da Codice rosso, il bilancio delle indagini: violazioni delle misure anti-stalking e revenge porn in testa

Lo certifica il procuratore generale della Corte d'Appello di Bologna. I dati dell'Emilia-Romagna e la situaizone nel sistema giudiziario: "Serve da subito più personale"

Fino al 30 giugno 2020 sono state complessivamente 207, in Emilia-Romagna, le indagini aperte per i reati introdotti dal Codice rosso. Il reato più frequente, fa sapere il procuratore generale di Bologna, Ignazio De Francisci, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, è la "violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, che da solo rappresenta il 66,18% con 137 eventi".

Al secondo posto, prosegue De Francisci, viene la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, con "43 iscrizioni in valore assoluto e 18 a carico di ignoti". Seguono poi la "deformazione dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, con nove iscrizioni a noti e una a ignoti", e la costrizione o induzione al matrimonio, con "otto iscrizioni a noti e una a ignoti".

Si registra poi "un aumento del 10,13% delle iscrizioni per violenza sessuale contro persone note, che passano da 533 a 587, mentre quelle contro ignoti salgono da 159 a 162". Infine, sottolinea il procuratore generale, le iscrizioni per atti persecutori "passano da 1.129 a 1.137, aumento tra i più contenuti degli ultimi anni a livello distrettuale, anche se la la situazione a livello di circondario è varia".

La situaizone giudiziaria: "Serve più personale"

Negli uffici giudiziari dell'Emilia-Romagna migliora, sul fronte del personale, la situazione delle Procura e degli uffici di primo grado, mentre resta critica, con scoperture che in alcuni casi superano il 40%, quella degli altri uffici. Nelle Procure "la situazione è migliorata rispetto allo scorso anno", visto che "risultano coperti gli organici di tutte le Procure ad eccezione di quella di Modena, dove alla carenza di due sostituti procuratori su 12 previsti in organico (scopertura del 16%), va aggiunta la scopertura del posto di procuratore capo a causa dell'improvviso decesso di Paolo Giovagnoli".

Per quanto riguarda la Procura generale, invece, si registra "la scopertura del posto in più stabilito dal recente aumento delle piante organiche fisse", provvedimento che "non possiamo condividere", in quanto "l'organico dei sostituti procuratori generali è stato incrementato di un solo posto, a fronte di un aumento di 12 colleghi in Corte e cinque per la magistratura di Sorveglianza".

Senza contare che, mentre i sostituti pg aumentano di una sola unità, i giudici con cui si devono confrontare "hanno goduto di un aumento di 17 unità". E visti i molti processi sulle mafie di cui la Corte si occupa o dovrà occuparsi a breve, osserva De Francisci, i dati dicono che "non sono state valutate adeguatamente, nel predisporre gli aumenti di organici, la qualità e la mole del lavoro delle Procure generali".

Insomma, chiosa il procuratore generale, "la grave situazione in cui versa la Procura generale di Bologna ha bisogno di essere affrontata con un incremento di organici". (Dire)

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