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Ricostruzione post-terremoto: i Comitati ricorrono al TAR contro Vasco Errani

I comitati dei cittadini del cratere hanno presentato un ricorso contro l'ordinanza 119 di Vasco Errani, commissario per la ricostruzione, al Tar del Lazio. Prima udienza il 29 gennaio

Nei giorni in cui l'Emilia viene colpita da una nuova calamità, ovvero le esondazioni nel modenese, non pare ancora definito il complicato processo della ricostruzione post-terremoto del maggio 2012.

I comitati dei cittadini del cratere hanno presentato un ricorso contro Vasco Errani, presidente della Regione e commissario per la ricostruzione, al Tar del Lazio , udienza che avrà inizio il 29 gennaio.

Nello specifico viene contestato l'articolo 5 dell'ordinanza dell'11 ottobre 2013 "Ruderi ed edifici collabenti" (non suscettibili di produrre reddito - ndr) che stabilisce come non aventi diritto ai contributi per la ricostruzione gli immobili "inagibili" prima del sisma "ma è del tutto opinabile" dice a Bologna Today Sandro Cecconi Romagnoli, portavoce del Comitato Sisma.12 "sono state circa 230 le ordinanze riguardanti la ricostruzione e ora parliamo di inagibilità di fatto, quando senza ordinanza del sindaco un immobile è invece agibile".

Ma quali sono ad esempio questi fabbricati? "Si pensi ad esempio ai fienili nella campagne, dove acqua e luce non sono allacciati, proprio perchè potrebbero costituire un pericolo, i rimessaggi degli attrezzi agricoli, oppure, nei centri deipaesi colpiti, appartamenti non abitati" - continua Cecconi Romagnoli - un proprietario, infine, dovrebbe chiedere una perizia al suo tecnico di fiducia che definisca l'utilizzo o meno precedentemente al terremoto". In un comune, riferisce "è stata addirittura emessa una linea guida che chiede di dimostrare l'utlizzo delle varie stanze ..."

Perchè il TAR del Lazio? "Vasco Errani ha emesso l'ordinanza come Commissario Straordinario alla ricostruzione, ovvero come emanazione del Governo sul territorio, quindi la competenza è del Lazio, diversamente sarebbe stato se avesse firmato quale presidente di regione, in quel caso il ricorso sarebbe stato presentato al TAR Emilia Romagna".

I Comitati chiedono ovviamente una sospensiva dell'art. 5 e il 29 inizia il dibattito: "Si ha l'impressione che la ricostruzione in Emilia sia basata sul concetto che siamo ricchi, quindi possiamo spendere, o che siamo furbi, e quindi dobbiamo essere in qualche modo arginati. Pensi che il 15 maggio 2012, alla vigilia della prima scossa, con l'intento di riorganizzare la Protezione Civile, il governo Monti aveva firmato il Decreto Legge 59. L'articolo 2 prevedeva l'estensione della copertura assicurativa del rischio calamità naturali nelle polizze che garantiscono i fabbricati i privati contro qualsiasi danno".

In altre parole? "Dopo il terremoto dell'Aquila e le irregolarità che hanno coinvolto la Protezione Civile di Bertolaso, in altre parole i soldi non li abbiamo quindi fatevi l'assicurazione. Dopo il terremoto emiliano è stato stralciato".

In Emilia-Romagna i danni ammontano a circa 13 miliardi di lire: "Si tratta del primo evento in cui la Cassa Depositi e Prestiti ha prestato alle popolazioni danneggiate 6 miliardi per pagare le tasse, mentre 6 miliardi sono stati dati per la ricostruzione, ma ovviamente non con la stessa tempestività".

Qual è la situazione degli edifici danneggiati? "Dopo due inverni, in una zona con clima prettamente umido, si stanno deteriorando ulteriormente..."

ART. 5 ORDINANZA 119 DELL'11 OTTOBRE 2013. 1. Non sono ammissibili a contributo ai sensi delle ordinanze nn. 29, 51 e 86/2012 e smi, gli edifici costituiti da unità immobiliari destinate ad abitazioni e/o ad attività produtudienza-29-gennaio-2tive che, alla data del sisma, non avevano i requisiti per essere utilizzabili a fini residenziali e/o produttivi. 2. Sono ricompresi negli edifici di cui al comma 1 quelli che alla data del sisma erano collabenti, fatiscenti, ovvero inagibili, di fatto o a seguito di certificazione o accertamento
comunale, per motivi statici od igienico sanitari, privi di impianti e/o non allacciati alle reti di pubblici servizi. 3. L’utilizzabilità degli edifici alla data del sisma dovrà essere dichiarata dal tecnico al momento della presentazione del progetto mediante perizia asseverata debitamente documentata. Il Comune verifica, anche avvalendosi delle schede Aedes, la presenza delle condizioni per l’ammissibilità a contributo.

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