'Come facciamo a cacciare Salvini?', è bufera sull'esercizio a scuola

Lo svolgimento di un esercizio in una media di Castel del Rio manda su tutte le furie il Carroccio, Borgonzoni: 'Auspico che sia fake news, altrimenti provvedimenti immediati su prof'

"Come facciamo a cacciare Salvini?” una frase vergata nero su bianco su un quaderno di una scuola media di Castel del Rio manda su tutte le furie gli esponenti della Lega, che puntano il dito contro l'insegnante di italiano che avrebbe  commissionato il compito in classe.

La foto circola sui gruppi social imolesi, ma non è chiaro se quanto scritto sia effettivamente dettato dal docente o piuttosto la risposta redatta dallo studente o dalla studentessa che ha svolto il compito. Questo basta però perché diversi esponenti del Carroccio locale e la senatrice Lucia Borgonzoni chiedano a gran voce -se la cosa dovesse essere confermata- di allontanare il docente dalla classe.

“Si tratta di un fatto, qualora confermato, gravissimo -commenta Daniele Marchetti, consigliere regionale nonché commissario provinciale della Lega e consigliere del circondario imolese- e se è vero che stiamo indagando sulla veridicità della segnalazione che ci è arrivata, è anche vero che sin da ora è possibile trarre alcune conclusioni incontrovertibili: come si fa a porre una domanda simile a dei ragazzini di 11-14 anni?".

“Se le verifiche che stiamo facendo porteranno a confermare i fatti – aggiunge il segretario della Vallata imolese, Fabio Morotti– chiederemo al Provveditorato di prendere immediati provvedimenti contro quella professoressa che ha scelto la scuola non per educare, quanto per fini di propaganda politica".

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Anche la senatrice Borgonzoni usa il condizionale ma scrive in una nota che, se fosse confermato un ruolo dell'insegnante "andrebbe allontanato immediatamente degli alunni. Il fatto è di una gravità inaudita, che imporrebbe una risposta forte da parte delle istituzioni a tutela prima di tutto degli alunni ma anche del corpo insegnante e, per tali motivi -aggiunge- ho preallertato il Ministero dell'Istruzione". 

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