Comunali 2021, Merola: "Sì grande coalizione civica, Pd senza simbolo"

Il sindaco Virginio Merola condivide la sua visione in vista dell'appuntamento elettorale 2021: le elezioni comunali

Foto archivio

Una grande coalizione civica, unica lista, formata da partiti e associazioni. Senza simboli.

Il sindaco di Bologna, il dem Virginio Merola, che prende in prestito il nome al gruppo di sinistra che siede sui banchi dell'opposizione in Consiglio comunale per illustrare la sua ricetta in vista delle elezioni del 2021. Mettendo in conto, per il Pd, anche di rinunciare all'uso del proprio simbolo. 

"La questione del rapporto con le liste civiche, per come è stata impostata finora, a me pare inadeguata e già vista –scrive Merola su Facebook –  partiti più liste civiche, uguale alleanza larga. La quantità, non la qualità".

Per il sindaco uscente, la vera differenza la può fare il candidato. "Quindi è uno schema debole – afferma il sindaco –che si affida alla personalizzazione. E che fa dei programmi un aspetto secondario, perché in fondo le alleanze saranno accordi per rappresentare interessi specifici sommati insieme".

"Civico è partecipare, dal basso, a un progetto di città, condividere, un patto di collaborazione tra diversi e uguali, per una idea di città come bene comune", continua il post, "quindi io non rifiuto il rapporto con liste civiche, ma dico che occorre prendere sul serio e con rispetto la parola civismo, e lasciare da parte le vecchie idee del secolo scorso".

"I partiti oggi sono inadeguati, anche se necessari. E c'è bisogno di socializzare la politica attraverso una azione di tante persone e associazioni", ragiona Merola. E dunque "dal basso, da Bologna ancora una volta laboratorio democratico – dice Merola – può nascere una prospettiva nuova". Ovvero quella di una coalizione civica: "Non mi riferisco a chi è in Consiglio comunale (anche se trovo molto azzeccata l'idea del nome); formata da partiti e associazioni, che si presenta alle elezioni insieme, non separata per liste di partito e liste civiche, con un nome comune, lista di candidati insieme e unica per il Comune".

Per il sindaco "si tratta di avviare un confronto sui progetti e le proposte, per arrivare a definire in modo vero e trasparente un programma elettorale, e di scegliere i candidati verificando sul campo chi propone le idee o rappresenta meglio pezzi di città o tematiche importanti".

Merola propone "assemblee diffuse, aperte a tutti in città" che possono "aprire il percorso di partecipazione della grande coalizione civica". "Per il Pd questo è un modo per mettere alla prova l'idea di campo democratico. E, quindi, di mettere in conto – mette nero su bianco il sindaco – di rinunciare al simbolo e a liste tutte di partito".
Per chi vuole essere civico, allo stesso modo, per Merola si pone la stessa ipotesi "di rinunciare a proprie liste e simbolo. E condividere un programma e una lista comune". Infine, scrive l'inquilino di Palazzo D'Accursio, "il candidato sindaco dovrà presentare anche il vice sindaco, una donna e un uomo".

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