Comune di Bologna, Sgb e Cobas: "Tre piani isolati ma niente smart working"

I sindacati di base annunciano anche uno sciopero per venerdì 13 novembre

Da un lato l'amministrazione comunale di Bologna vuole che i dipendenti lavorino in presenza, per almeno tre giorni alla settimana. Dall'altro, nel giro di pochi giorni sono scattati tre 'lockdown' nella sede di piazza Liber Paradisus: chiusura di interi piani per la necessità di effettuare sanificazioni straordinarie.

Lo segnalano Cobas e Sgb che oggi, in conferenza stampa, hanno presentato le ragioni dello sciopero proclamato per venerdì per contestare la gestione dell'emergenza Covid da parte dell'amministrazione.

"Stamattina abbiamo saputo che il sesto piano della torre B di Liber Paradisus, che ospita una ventina di uffici, è stato chiuso per una sanificazione straordinaria e la stessa cosa è già successa sempre in Liber Paradisus due giorni fa", riferisce Enrico Tabellini, Rls dei Cobas. Nei giorni scorsi "dei lavoratori sono stati mandati a casa per una sanificazione staordinaria - spiega Mariella Zanasi di Sgb - e alcuni uffici sono rimasti chiusi", in particolare al settimo piano della torre A e a un altro piano della C. Degli uffici "sono tuttora chiusi e i colleghi sono a casa in isolamento fiduciario - aggiunge Zanasi - ma di questa cosa noi Rls non abbiamo avuto comunicazione".

Per la delegata, è solo uno dei motivi che portano a dire che l'amministrazione sta tenendo un atteggiamento "un po' omertoso" rispetto alle comunicazioni relative al Covid. Una settimana fa, riferisce sempre Zanasi, il Comune ha affermato che complessivamente i dipendenti contagiati fino a quella data erano 22 e che nessuno di questi ha contratto il virus in ambiente lavorativo: bilancio "ridicolo" secondo la rappresentante di Sgb, perché "le segnalazioni che riceviamo sono numerose" e non si possono escludere con certezza i contagi lavorativi, soprattutto per chi opera (come i vigili) in strada.

Fatto sta che "non riusciamo ad avere un report aggiornato dei lavoratori positivi", continua Zanasi, contestando inoltre le modalità di tracciamento adottate per i dipendenti comunali. Ad esempio, "i colleghi di uno stesso ufficio non vengono considerati contatti diretti", riferisce la Rsl, mentre nella Polizia locale c'è chi dopo aver lavorato di pattuglia con un collega risultato positivo "si è dovuto mettere autonomanente a casa in malattia, con motivazione diversa dall'isolamento fiduciario".

In tutto questo, ricorda Tabellini, "sull'onda dell'ottimismo" il 15 ottobre l'amministrazione ha diramato la circolare sul rientro in presenza per tre giorni, firmata dal direttore generale Valerio Montalto. "Una decisione draconiana che l'amministrazione non vuole neanche ridiscutere", continua il delegato Cobas, nonostante alcune situazioni paradossali. Ad esempio, "i dipendenti di musei e biblioteche tutte le mattine prendono i bus per andare a lavorare in musei e biblioteche che sono chiuse", segnala Tabellini, mentre altri dipendenti "si collegano da un ufficio per fare una videoconferenza con colleghi che magari sono nell'ufficio a fianco".

Compiti che, insomma, per i sindacati di base si potrebbero svolgere da casa. In questa fase "dobbiamo fare tutti i conti con responsabilità enormi ma gli unici a farlo sembrano essere i dipendenti", attacca Tabellini. "Di fronte a questa irresposabiiltà della dirigenza e a una situazione ogni giorno più grave - dichiara Vilma Fabbiani di Sgb - venerdì facciamo sciopero" e, con un presidio davanti al Comune, "presenteremo una serie di richieste che affideremo alla politica". I sindacati hanno infatti chiesto un incontro ai consiglieri comunali, "visto che in questo Comune - conclude Fabbiani - c'è uno strapotere del direttore". (Dire)

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