Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca Centro Storico / Via delle Lame

Senza soldi per fare la spesa: chiude la comunità per minori Nuova Grillo

Le amministrazioni pubbliche non pagano da ottobre 2012: fine contratto per nove dipendenti. I minori in difficoltà sono stati trasferiti o rimandati a casa

Raccolta fondi per la Comunità

A nulla è valso l''appello lanciato all'inizio di settembre e rimbalzato sui media, anche nazionali. Chiude così anche la seconda comunità per minori in difficoltà gestita dall''associazione Nuovo Grillo. I pagamenti da parte delle Pubbliche amministrazioni con cui l''associazione lavora si sono fermati a ottobre 2012.

"Nemmeno i soldi per fare la spesa e siamo stati costretti a chiudere", racconta Claudio Severoni, presidente dell''associazione con sede in via Lame. "Dalle istituzioni non si e'' fatto sentire nessuno, ma sembra essere la normalità in questo Paese".

I minori - quattro quelli accolti su sette posti disponibili - sono stati trasferiti o rimandati a casa. "Con tutto quello che comporta a livello di traumi e percorso di reinserimento, che ora devono ricominciare da zero", continua. Due ragazzi sono stati trasferiti in strutture fuori Bologna, mentre gli altri due, una ragazza calabrese e un ragazzo di Napoli, sono tornati a casa. Interrotti anche i contratti con i nove dipendenti.

La Nuovo Grillo gestiva dal 1996 comunità di accoglienza per minori affidati dal Tribunale ai servizi sociali. La principale fonte di finanziamento era rappresentata, quindi, dalle rette pagate da Comuni, Ausl o Regioni responsabili per i minori collocati in comunità. A partire dal 2011 i tempi di riscossione dei crediti si sono allungati al punto da impedire all''associazione di pagare gli stipendi dei dipendenti, che si sono ridotti a nove, e di ottemperare agli obblighi verso lo Stato. Dal 2012, poi, delle due comunità attive ne è rimasta aperta solo una con una disponibilità di sette posti. 

I pagamenti, che non arrivano, hanno costretto l'associazione a rifiutare le richieste di nuovi inserimenti per mancanza della liquidità necessaria ad accoglierli. "Potremo ricominciare se la situazione si sbloccasse, ma per il momento- conclude Severoni- non vedo vie di uscita" (agenzia Dire). 

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