Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

Spettacolo Castellucci, no autocensura: "Ora bimbi armati contro Cristo"

"Proporrò la versione dello spettacolo con i bimbi che lanciano bombe contro Cristo, per sgombrare dubbi di autocensura". Così replica il regista alle contestazioni, che legge come mera "polemica con scopi politici"

Non si seda il dibattito a colpi di proteste, scomuniche e provocazioni, intorno allo spettacolo teatrale 'Sul concetto di volto nel figlio di Dio', firmato da Romeo Castellucci. Dopo la condanna per 'blasfemia' inflitta dai cattolici al regista romagnolo, al cui fianco invece si è schierato il mondo laico, arriva la replica del diretto interessato che legge nel tutto: "Una polemica con scopi politici dalla destra della chiesa cattolica". Questa la sua interpretazione giunta ieri al termine di un incontro molto partecipato nella sala conferenze del Museo d'arte moderna di Bologna. Qui, mentre fuori i poliziotti sorvegliavano che non degenerasse l'ennesima protesta (sette militanti di Forza Nuova dietro uno striscione in cui veniva rinnovata l'accusa di blasfemia), Castellucci ha detto la sua su queste strane critiche arrivate all'improvviso quando lo spettacolo, 'Sul concetto di volto nel figlio di Dio', era già in giro da due anni.

POLEMICA POLITICA. Una polemica che ha alimentato un dibattito-scontro interno alla stessa destra "fornito su un piatto d'argento", ha detto. A partire dalla Francia dove "qualcuno ha deciso che lo spettacolo dovesse essere blasfemo. Così hanno confezionato una notizia per scopi politici". Il resto, dalle diatribe milanesi e quelle di Bologna con la nota in cui il cardinale Carlo Caffarra definiva la piece 'blasfema' e offensiva, è venuto da sé. "L'arcivescovo di Bologna - ha detto Castellucci - si è guadagnato due giorni di pagine sui giornali presentandosi come difensore di un dogma, di un'immagine bidimensionale di Gesù. Un Gesù anestetizzato, sintetizzato in slogan come 'cristianofobia' o 'bestemmia'. Ma lo stesso cristianesimo non ha tra i suoi simboli delle 'bestemmie'?. Non erano forse bestemmie dei romani la croce e la corona di spine? Lo stesso Gesù fu condannato per blasfemia". Non è un caso, quindi, che a Castellucci non pesi passare per 'blasfemo', "o per bigotto o diabolico - ha detto riferendosi ad alcune delle opposte accuse ricevute - mi pesa di più la presenza degli agenti di polizia", 'ospiti' delle rappresentazioni da Parigi in avanti.

NO AD AUTOCENSURA. Quanto alle ipotesi di autocensura, il regista le ha rispedite al mittente, rilanciando: "D'ora in avanti - ha detto durante il dibattito con il pubblico - riproporrò sempre e solo la prima versione dello spettacolo con i bambini in scena che lanciano bombe a mano contro il volto di Cristo. Preferisco subire un processo e andare in prigione piuttosto che essere accusato di autocensurarmi". La scena, tra le più citate nelle polemiche in questi mesi, (insieme a quella in cui la riproduzione del 'Salvator mundi' di Antonello da Messina che giganteggia sul palcoscenico, viene sporcata con un liquido scuro) è nata - ha raccontato il regista - come un tributo alla celebre foto di Diane Arbus che ritrae un bambino con una bomba a mano giocattolo in mano. "Ma é stata messa in scena - ha precisato - solo nella prima versione dello spettacolo ad Essen in Germania. Né a Parigi, né a Milano né a Bologna c'era quella scena. Ma ora la riproporremo sempre. Non per provocazione: non ho mai creduto nelle provocazioni. Ma per restituire chiarezza".


 

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