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Cronaca

Parole a "carattere discriminatorio: condannata Elisabetta Franchi

Sono passati 2 anni dall'intervista delle polemiche, quando la stilista aveva detto di assumere solo donne dopo gli "anta" perchè lavorerebbero di più

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5.000 euro l'Associazione nazionale per la lotta alle discriminazioni, ma anche dimostrare all'organizzazione, che l'ha portata in Tribunale a Busto Arsizio, di aver abbandonato ogni 'pratica discriminatoria' nella selezione del personale, organizzando anche corsi di formazione aziendali obbligatori per tutti i dipendenti, pena 100 euro di 'multa' per ogni giorni di ritardo. Lo riferisce la Dire. 

Sono passati due anni dall'intervista delle polemiche, quando la stilista bolognese Elisabetta Franchi aveva parlato del personale femminile della sua azienda, parole che la gettarono nella bufera: "Quando metti una donna in una carica importante, se è molto importante non ti puoi permettere di non vederla arrivare per due anni. Io le donne le ho messe perché sono 'anta', se dovevano sposarsi lo hanno già fatto, se dovevano avere figli li hanno già fatti, se dovevano separarsi hanno già fatto anche quello. Per cui io le prendo che hanno fatto tutti i giri di boa, sono lì belle tranquille con me, al mio fianco, e lavorano h24", dichiarò.

A qualche mese dall'intervista, sull'azienda si erano accesi i riflettori della Regione e dell'Ispettorato del lavoro, riguardo ai rapporti biennali sulla parità di genere (obbligatori per le imprese sopra i 50 dipendenti). 

"Comportamento antisindacale" per aver sanzionato delle lavoratrici in sciopero. La sentenza del Tribunale del lavoro di Bologna colpisce Betty Blue, l'azienda della stilista Elisabetta Franchi, finita al centro di un polverone mediatico per aver dichiarato di non assumere donne giovani per incarichi dirigenziali, temendo lunghe assenze in caso di maternità.

La sentenza della giudice

Dopo le proteste, arriva anche il pronunciamento della giudice del lavoro Francesca La Russa che ha sancito il "carattere discriminatorio" delle parole pronunciate da Franchi condannandola a corrispondere un risarcimento di 5.000 euro (oltre a 3.500 euro di spese legali) all'Associazione nazionale per la lotta alle discriminazioni. Franchi dovrà pubblicare a sue spese il dispositivo del giudice su uno dei maggiori quotidiani nazionali. Il giudice, infine, ordina all'azienda di "promuovere, sentita l'associazione ricorrente, un consapevole abbandono dei pregiudizi di genere, età, carichi e impegni familiari nelle fasi di selezione del personale per le posizioni di vertice, con adozione, entro sei mesi, di un piano di formazione aziendale sulle politiche discriminatoria che preveda corsi annuali" obbligatori per tutti i dipendenti. 

Non è la prima condanna per Betty Blue, l'azienda della stilista, che aveva davanti al giudice del lavoro che la ritenne responsabile di "comportamento antisindacale" per aver sanzionato delle lavoratrici in sciopero. 

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