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Confabitare: "Aumentano le morosità nel condominio", Bologna maglia nera in Italia

L'indagine ha messo a confronto il primo semestre 2020 con lo stesso periodo del 2019 e conferma l’andamento di questo fenomeno in tutti i capoluoghi di provincia in Italia

Nel primo semestre del 2020 l'incremento della morosità nel pagamento delle spese condominiali a Bologna è stato del 33,8%, la percetuale più alta in Italia, secondo un'indagine di Confabitare, l'Associazione dei Proprietari Immobiliari. 

"Con aziende ferme, ristoranti, bar e negozi chiusi e migliaia di persone in cassa integrazione, per moltissime persone l’emergenza da Covid-19 ha reso difficile, se non impossibile, continuare a pagare regolarmente le spese condominiali, per cui sono aumentate le morosità per il pagamento delle rate", scrive il presidente dell'accosiazione Alberto Zanni.

L'indagine ha messo a confronto il primo semestre 2020 con lo stesso periodo del 2019 e conferma l’andamento di questo fenomeno in tutti i capoluoghi di provincia in Italia.

In testa alla classifica troviamo Bologna con un + 33,8 % poi Roma con + 33%, seguita da Napoli con + 32,7%, Torino +31,8 %, Milano + 30%, Catania + 29,6%, Firenze +28%, Genova + 26,5%, Cagliari + 24,8%, Palermo e Bari registrano rispettivamente un + 23,7% e un + 22,6%, a seguire Padova con + 21,3% e in fondo alla graduatoria Venezia un +19%.

"Questi numeri dimostrano purtroppo l’ampio diffondersi di questo fenomeno, anche se va detto, che sempre più spesso, alcuni condomini approfittavano della situazione critica, per fare i 'furbetti' e non pagare le rate, in quanto sapevano che difficilmente potevano essere presi provvedimenti nei loro confronti. Ma dopo il 18 giugno
2013 le cose sono cambiate. L’importo medio nazionale delle morosità è di euro 1250,00 a nucleo familiare", continua Zanni. 

"Con l’entrata in vigore, il 18 GIUGNO 2013, della nuova legge di riforma, l’amministratore di condominio è obbligato a rientrare dei mancati incassi emettendo un decreto ingiuntivo nei confronti dei condomini morosi, non appesantendo quindi di ulteriori spese gli altri condomini, come avveniva in precedenza. Infatti se la crisi attanaglia le famiglie e anche i commercianti, chi è in difficoltà prima di sospendere il pagamento dell’affitto, che comporterebbe il rischio di vedersi intimare uno sfratto per morosità, sospende il pagamento delle rate condominiali perché si corrono meno rischi. Però è anche vero che, come ben noto, in questi primi sei mesi dell’anno non è stato possibile effettuare le assemblee condominiali per l ’approvazione dei bilanci" conclude Zanni. 

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