Cronaca

Gay in Consulta Famiglia. La chiesa sbotta, Grillini: "Non è organo religioso, ma istituzionale"

Dopo il sostanziale nulla osta di Palazzo d'Accursio all'ingresso nella Consulta delle associazioni vicine al mondo omosessuale è emersa nelle scorse ore la possibilità da parte delle associazioni cattoliche di uscire dall'organismo

Non si esaurisce il dibattito intorno all'ingresso della comunità gay nella Consulta per la Famiglia del Comune, montato dopo la proposta delle associazioni Agedo (genitori con figli omosessuali) e Famiglie Arcobaleno (genitori omosessuali).

Ad inserirsi nella querelle, insorta nel mondo della politica locale, è ora la chiesa, che ne parla attraverso un articolo su "Bologna 7", inserto del quotidiano cattolico Avvenire. Il mondo omosessuale non ci sta e per voce di Franco Grillini, Consigliere regionale Idv, puntualizza: "La Consulta non è un organo religioso ma istituzionale". "Su Bologna 7, inserto domenicale dell'Avvenire, quotidiano dei vescovi intaliani - ricorda Grillini -, si schiera contro l'ingresso nella consulta per le famiglie del Comune di Bologna delle associazioni familiari che si occupano di diritti lgbt. Si parla di buon senso, di 'legge naturale' (di cui peraltro ci manca un codice scritto, ci potreste dire dove ne troviamo una copia?), di opinione comune su matrimonio e famiglia. Che poi la grande maggioranza dei bolognesi (visti anche i risultati delle elezioni) sia di orientamento laico e pensi che la famiglia sia quella costituita da due persone che stanno assieme indipendentemente dal loro sesso o dalla celebrazione di un rito, sembra non preoccupare piu di tanto l'editorialista. Vorremmo dire sommessamente all'Avvenire che la Consulta del Comune di Bologna non è un organismo religioso e non può esprimere soltanto l'idea religiosa della famiglia e delle famiglie, ma un organismo istituzionale che deve rappresentare tutti gli interessi della città e la sua composizione sociale e culturale". "La curia non condivide? - aggiunge - Pazienza, ma non si può dire che se la si pensa in un altro modo si è contro natura, contro il senso comune, contro il buon senso, contro la presunta legge naturale. Per favore: uno sforzo di creatività, di novità. Basta con la solita tiritera della legge naturale che non ha nulla a che vedere con le leggi dello Stato. In ogni caso è bene sapere che a Ferrara e in diverse altre città le associaizoni lgbt fanno parte da tempo della Consulta e che ciò accadrà tra breve anche in molte amministrazioni dove si è votato di recente. Sarebbe veramente bizzarro che solo a Bologna non ci fosse la possibilità di un'ampia rappresentanza delle organizzazioni familiari nella Consulta".

LE PAROLE DELLA CHIESA. "C'é un problema di coerenza". E' quanto si legge su 'Bologna Sette'. "Al di là del percorso formale richiesto dalle procedure" per l'ingresso delle due associazioni nella Consulta, percorso "nel quale non entriamo ma a nostro avviso piuttosto tortuoso - si legge - ci pare ora debba prevalere quel buon senso comune che è patrimonio della gente comune, della nostra gente. La quale - viene osservato - sa benissimo che cosa è matrimonio e che cosa è famiglia, perche a dirglielo è la stessa legge naturale, cioé quella legge che è connaturata alla persona umana".
A giudizio dell'inserto del quotidiano curato dal centro servizi generali dell'Arcidiocesi di Bologna, "é questa fiducia nel patrimonio di buon senso naturale e comune che ancora connota la nostra società a farci sperare, qui poi a maggior ragione, che le numerose associazioni cattoliche che già fanno parte della Consulta agiscano sempre ma specialmente nei momenti decisivi della loro identità - si legge ancora - in coerenza con i loro valori di riferimento. In argomento - conclude l'articolo - ricordiamo che questi sono magistralmente riassunti nella nota dottrinale 'Matrimonio e unioni omosessuali' del nostro cardinale arcivescovo". Dopo il sostanziale nulla osta alla segreteria generale di Palazzo d'Accursio all'ingresso nella Consulta delle due associazioni vicine al mondo omosessuale (la sola ipotesi di un loro ingresso, lo scorso ottobre, aveva scatenato polemiche tra le diverse parti politiche) è emersa nelle scorse ore, secondo indiscrezioni di stampa, la possibilità da parte delle associazioni cattoliche di uscire dall'organismo.

 

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