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Osservatorio Ausl: aumenta l'uso di cocaina e di alcol tra i minori

Il direttore dell'Osservatorio epidemiologico dell'Ausl: 'Alcol, la madre di tutte le battaglie'. Calo netto dell'eroina iniettata, si impenna il numero di chi fa uso di cocaina e cannabis

Aumenta l'uso di cocaina e una crescita di comportamenti a rischio tra i minori, in particolare stranieri, soprattutto legati all'alcol. Sono i dati del Rapporto 2015 sulle dipendenze nell'area metropolitana di Bologna realizzato dall'Osservatorio epidemiologico dell'Ausl e presentato questa mattina dal direttore Raimondo Pavarin.

3.348 persone si sono rivolte a Sert, ospedali o Pronto soccorso per l'uso di sostanze illegali e 2.639 per il consumo problematico di alcol, definita da Pavarin "la madre di tutte le battaglie. C'è sempre di mezzo, di lato, di traverso", in concomitanza cioè con il consumo di altre sostanze.

Tra le quasi 2.700 persone con problemi di alcol che hanno chiesto aiuto nel 2015 (erano più di 3.100 nel 2014), un quarto sono donne e il 24% sono non nativi (in calo). Si riducono i nuovi casi (40% contro il 53,2% dell'anno prima) e aumenta l'età media (poco meno di 49 anni). Crescono gli accessi al Sert e al carcere, mentre si segnala un netto calo di arrivi ai Pronto soccorso (44 contro 53%). Tra i residenti, però "aumenta l'incidenza sotto i 20 anni per le femmine e per i non nativi". Dal 2009 al 2015, a Bologna si è passati da quattro a 13 casi su 10.000 residenti di ragazzi tra i 13 e i 17 anni con problemi di alcol.

Tra i nativi l'aumento è più contenuto (da quattro a 10), mentre tra i non nativi l''incidenza sale da nove a 24 casi su 10.000 persone. Allo stesso tempo, resta in sostanza stabile il consumo di sostanze tra i minorenni italiani mentre cresce l''incidenza tra gli stranieri (da tre a otto casi su 10.000 residenti).
L'incidenza del consumo problematico a Bologna, sia di alcolici che di sostanze, risulta "più elevata tra i 15 e 19 anni", di entrambi i sessi, sia tra i nativi che tra i non nativi. "Sui minori bisogna ragionare con calma - dice Pavarin- è un dato da controllare nel tempo, su cui non fare valutazioni avventate" tuttavia "l'incidenza del consumo problematico tra i minori è in aumento, sia tra i maschi che tra le femmine, sia nativi che non nativi, in aumento soprattutto per l'alcol".

La condizione sociale fa la differenza. "In letteratura - spiega - si dice che aumenta la probabilità di un eccesso alcolico man mano che aumenta la scolarità. E' legato agli stili di vita. Però i problemi alcol-correlati sono più elevati per chi ha una scolarità più bassa e per chi è senza lavoro". Anche per quanto riguarda l'uso di sostanze, "se vediamo quanti hanno avuto problemi - segnala Pavarin - sono le persone che hanno meno risorse, che fanno parte delle fasce sociali più deboli". Tra loro, "aumentano gli studenti e i disoccupati". Stando ai dati dell''Ausl, a Bologna dal 2010 si e'' assistito a un "calo tendenziale del numero di consumatori e di nuovi consumatori problematici di stupefacenti", sia ai Sert sia in ospedali e Pronto Soccorso, dove aumentano gli accessi di notte e nei weekend e i ricoveri per abuso senza dipendenza. Nel dettaglio "diminuiscono eroina e cannabis e aumenta la cocaina". Un incremento che però riguarda soprattutto i nativi, essendo una sostanza "più costosa" da acquistare. Inoltre, "cambiano le caratteristiche socio-economiche e anagrafiche" di chi ha problemi con le sostanze. Aumentano infatti l''età media, la percentuale di residenti e dei non nativi.

Nel 2015 si segnala un aumento del numero di decessi per overdose (15 rispetto ai 12 del 2014, 23 in totale in Emilia-Romagna), in controtendenza rispetto al calo degli anni precedenti. In generale, tra il 2006 e il 2013 il tasso di mortalità per droga a Bologna è diminuito (da 2,3 a 1,7 su 100.000 residenti), anche se rimane il dato più elevato in Emilia-Romagna. In calo il numero di accessi per overdose ai Pronto Soccorso.

"Sia per le overdose letali che per quelle non letali - si spiega nel rapporto - si segnala l'aumento dell'età media e la diminuzione della quota di non nativi e di soggetti non conosciuti dai Sert". Sull'eroina in particolare, Pavarin segnala un "calo netto, soprattutto per la modalità di uso in vena. E tra i pochi che la usano", si parla soprattutto di "eroina fumata". Dal 2009, tra l''altro, "la prima causa di morte per gli utenti del Sert che fanno uso di eroina non è piu'' l'overdose o l'Aids- segnala Pavarin - ma i tumori". Negli ultimi 40 anni, emerge ancora dallo studio dell'Ausl, l'utenza dei Sert a Bologna è completamente mutata. E' aumentata l'età media (da 25 a 32 anni), sono diminuite le donne e sono cresciuti di molto gli stranieri (dal 2 al 14%).

In aumento anche tra gli studenti (oggi sono il 9%) e i disoccupati (dal 28 al 40%). Si registra anche un incremento delle persone con alta scolarità (dal 13,5% al 39%). Per quanto riguarda le sostanze, come detto, si dimezza la percentuale di eroinomani (dal 97 al 46%) mentre si impenna il numero di chi fa uso di cocaina (32%) e cannabis (17%). (agenzia dire)

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