Cronaca

Nuovo centro Bologna FC a Granarolo: "Stop consumo del suolo!"

Già contestato da Legambiente e Movimento 5 Stelle, domani le opposizioni durante il forum. I 22 ettari diventerebbero edificabili

Cresce l'adesione all'appello 'Stop al consumo di suolo' contro il nuovo Centro sportivo da 11 campi calcio del Bologna Fc a Granarolo (già contestato dai grillini): è una compagine qualificata quella che domani si annuncia per divulgarlo all'ingresso dell'Arena del Sole, in occasione del Forum del Piano strategico metropolitano di Bologna. Se le osservazioni di Legambiente presentate nei giorni scorsi al Comune alle porte di Bologna sono sostenute da un quintetto (anche l'ex consigliere provinciale Andrea De Pasquale e l'architetto Pietro Maria Alemagna, a lungo presidente dell'Inu Emilia-Romagna), alcuni tra i tecnici, professionisti e docenti firmatari fanno anche parte delle associazioni che partecipano allo stesso Forum metropolitano.

Il complesso (anche spogliatoi, tribune, uffici, ristoranti) é al centro di un Protocollo di Intesa firmato in sordina il 15 maggio 2012 e, depositato in dicembre al Comune di Granarolo, è ora in procinto di diventare un Accordo di Programma. Si tratta di oltre 22 ettari agricoli da trasformare con un alto indice di edificabilità (0,16, ovvero quasi 3,6 ettari di costruzioni) su terreni, fa sapere De Pasquale, "di proprietà di un socio del Bologna Fc, confinanti con proprietà dello stesso presidente del Bologna Fc, di mestiere costruttore". L'interesse pubblico "é debolissimo", afferma: l'intesa concede tre campi da calcio per 50 anni al Comune di Granarolo, più uno spogliatoio con uffici, ma sono "a 2.600 metri dal centro del paese, mentre per l'attuale area sportiva (a 600 metri dal centro e a 300 dalle scuole) è prevista la riconversione ad altri usi anche residenziali".

IL M5S E' CONTRO, MENTRE IL PD SOSTIENE IL PROGETTO. Il Bologna "ci guadagna due volte", la prima trasformando un terreno "da agricolo a edificabile, la seconda perché può costruire case nell'attuale zona sportiva", tutto "in barba allo spirito e alla lettera del famoso Ptcp (piano territoriale provinciale), sostanzialmente aggirato". Contro il progetto si è espresso il M5S e anche, ma per ragioni di elettrosmog, un'associazione, tra l'altro appoggiata dalla Lega nord, che però non hanno convinto il Pd, che ha promesso attenzione agli accertamenti ma difende l'iniziativa. Al Forum del Piano strategico metropolitano, che disegna il futuro di un'ampia area di Bologna e provincia, partecipano un migliaio tra associazioni ed enti: oltre 550 i progetti presentati, quattro i tavoli tematici, 15 i programmi strategici basati su 70 linee di azione sulle quali lavoreranno una trentina di gruppi, prima di arrivare alla firma del Patto metropolitano.

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