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Medici specializzanti, in arrivo 27 contratti di formazione a Bologna

Contributi della regione per il piano di rafforzamento del personale medico specializzando: per Bologna 675mila euro, in tutto un milione e 800mila euro per 72 contratti

27 posti per 675mila euro. E' la 'fetta' che spetta a Bologna del piano di sostegno ai contratti medici di formazione specialistica della Regione Emilia-Romagna, fondi che si vanno ad aggiungere a quelli statali. Nel totale si tratta di 1 milione 800 mila euro, per la prima annualità.

Dei 27 contratti di formazione specialistica destinati all’Università di Bologna, 1 è in Chirurgia generale, 1 in Chirurgia toracica, 4 in Geriatria, 1 in Neurologia, 6 per Ortopedia e traumatologia, 6 per Pediatria, 2 per Psichiatria, 5 per Radiodiagnostica e 1 per Urologia.

A livello regionale sono 72 contratti co-finanziati dalla Regione. Oltre a Bologna sono stati attivati 13 contratti all’Università di Ferrara, per 325mila euro; 19 all’Università di Modena-Reggio Emilia, per 475mila euro e 13 all’Università di Parma, per 325mila euro.

Considerando i 1.392 contratti garantiti dallo Stato per le Scuole di specialità attivate nelle Università dell’Emilia-Romagna (su un totale di 13.400 a livello nazionale), e l’impegno di Regione e Aziende sanitarie, si arriva dunque complessivamente a 1.464 contratti di formazione specialistica sul territorio, a fronte dei 931 dello scorso anno: 533 in più.

Accordo Regione-Università, fino a 800 medici specializzandi su epidemie ed emergenze

Un incremento di oltre il 57%, che permette di raggiungere la massima capacità formativa delle Scuole di specializzazione di area sanitaria più critiche dei quattro Atenei dell’Emilia-Romagna, a partire dalle Emergenze Urgenze e Malattie infettive.

“Un impegno importante, che continuiamo a rafforzare- sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. In questo modo aumentiamo le opportunità di accesso ai corsi di specializzazione dell’area medica e diamo risposta alla carenza di professionisti, soprattutto laddove registriamo, o prevediamo, il più alto fabbisogno di copertura degli organici ospedalieri. La Regione fa dunque la propria parte per fronteggiare un problema che è peraltro di carattere nazionale, nella piena consapevolezza che la salute dei cittadini è la priorità delle priorità”.

L’accesso ai corsi è subordinato a queste condizioni: impegno a prestare la propria attività lavorativa nelle strutture e negli enti del Servizio sanitario regionale emiliano-romagnolo per un periodo pari almeno alla durata del corso di specializzazione frequentato, a partire dal conseguimento del diploma di specializzazione; aver conseguito il diploma di Laurea in uno degli Atenei emiliano-romagnoli, ovvero essere residente in Emilia-Romagna alla data di scadenza della domanda di iscrizione al concorso.

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