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Martedì, 24 Maggio 2022

"Come San Giorgio, contro Draghi": sindacati di base pronti a sfidare il divieto cortei in centro | VIDEO

Chiamata congiunta di tutte le sigle non confederali contro la manovra: ci sarà anche Bologna. I rappresentanti però glissano su Green pass e obbligo vaccinale: "La piattaforma? Sieri senza brevetto e più risorse alla sanità"

Partire da piazza dell'Unità alle 10 per arrivare poi sotto la sede di Confindustria Emilia, in via San Domenico, pieno centro. E' la sfida -non solo simbolica- lanciata dai sindacati di base anche a Bologna, nel solco del No Draghi day, sabato 4 dicembre 2021, proclamato a livello nazionale. In conferenza stampa, durante una pausa della pioggia gelida che anticipa un weekend altrettanto algido, ci sono i rappresentanti di Sgb, Usb, Adl Cobas, Usi-Cit e confederazione Cobas.

"Non staremo fermi in piazza -commenta Massimo Betti di Sgb- l'obiettivo è arrivare qui sotto, sotto Confindustria. Non capiamo perché lo shopping e le funzioni religiose sì, ma le manifestazioni politiche e sindacali no. Questi diritti devono avere cittadinanza completa nel territorio". 

In altre parole, una sfida al recente stop da parte della prefettura ai cortei nel centro storico, divieto al quale si sono adeguate -non senza polemiche- anche Cgil, Cisl e Uil. "Andiamo in piazza con San Giorgio"- dice ancora Betti mostrando l'immagine del santo uccisore del drago- "Vediamo se sabato discriminano anche i santi". Alla questura -fanno sapere i rappresentanti sindacali- è stato semplicemente presentato il percorso della manifestazione.

"Vediamo se discriminano anche San Giorgio"

"Siamo ormai a 23-24 manifestazioni in tutta Italia. Il nostro compito è quello di smontare il mito di Draghi. Quello che sta succedendo è una svolta autoritaria", aggiunge Luigi Marinelli di Usb. Il corteo di sabato nella giornata nazionale anti-Governo è il culmine di un percorso cominciato con lo sciopero generale e che "continuerà anche dopo", assicurano i sindacalisti, che ribadiscono la "contrarietà totale alle politiche del governo Draghi".

Un Governo, sottolinea ancora Betti, che "anche col consenso di Cgil, Cisl e Uil ha preso provvedimenti ancora più pesanti del precedente". Noemi Curione di Cambiare Rotta parla addirittura di un esecutivo "nemico dei giovani", che non tutela istruzione e il diritto alla casa.

Dalla piattaforma rivendicativa però manca all'appello una posizione univoca sul Green Pass. La sua versione 'rafforzata' dal 6 dicembre, per gli organizzatori è "solo una foglia di fico", mentre si invita a concentrare i propri sforzi "sulla manovra". Sull'argomento interviene Stefano Re di Adl Cobas: "La pandemia non è finita: riteniamo che ci sia bisogno di maggiore spesa pubblica per quanto riguarda la sanità", così come però "sia contro il mantenimento all'infinito dei brevetti sui vaccini da parte delle grandi aziende farmaceutiche".

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