Controlli su misure anti-Covid a persone e negozi: altre 25 multe nel weekend

Multato anche un centro commerciale in provincia. In un altro caso una donna positiva al covid bloccata mentre stava raggiungendo i parenti in un'altra regione

C'è anche il titolare di un centro commerciale tra le venticinque persone sanzionate dai Carabinieri nella giornata di ieri, per aver violato la normativa anti Covid-19. I militari hanno effettuato controlli in tutta la provincia, con accertamenti su 39 persone, 361 veicoli e 81 esercizi pubblici.

Il titolare di un centro commerciale è stato sanzionato dai carabinieri di Borgo e del Nil per il mancato controllo e la presenza di un numero eccessivo di clienti, la mancata predisposizione di file per l’accesso dei clienti, la mancata predisposizione di file per la cassa, l’assenza dei dispositivi di sanificazione per le postazioni dei dipendenti alle casse e l’assenza della cartellonistica al di fuori dei distributori automatici riservati ai dipendenti.

A Granarolo, la multa è scattata per tre studentesse, tra cui una proveniente da un altro comune della provincia, mentre si trovavano a bordo di un veicolo, senza una valida motivazione, nell’orario diverso da quello concesso dalla normativa. Gli stessi militari, inoltre, hanno denunciato una donna, cittadina italiana che, positiva al Covid-19 e sottoposta all’isolamento fiduciario unitamente ai suoi due figli minorenni, ha violato il provvedimento, uscendo da un’abitazione situata nel bolognese per raggiungere i suoi parenti, residenti in una altra regione.

A Castel San Pietro Terme, sono stati sanzionati cinque soggetti che non stavano rispettando il distanziamento fisico. A Calderara di Reno, sanzionato il titolare di un bar e un cliente che stava servendo al bancone. Stessa contestazione a Monghidoro ove a essere stati sanzionati sono stati sette soggetti. A Zola Predosa, un 61enne italiano per il mancato utilizzo della mascherina.

A Sasso Marconi, i carabinieri della locale stazione hanno sanzionato il titolare di un salone di acconciature perché teneva il locale aperto, nonostante la sua categoria fosse stata esclusa dalla normativa a esercitare nei giorni festivi.

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