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FOTO CAS

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Controlli anti-droga, monta la protesta: "Fuori gli sbirri dalla scuola"

Così recita uno striscione apparso davanti alle 'Laura Bassi'. Cas: "Unità cinofila negli istituti con aria intimidatoria. Non accettiamo di essere trattati come carcerati, piuttosto investire nel risanare l'edilizia scolastica". La Procura apre un'inchiesta per danneggiamenti e interruzione di pubblico servizio

"Fuori gli sbirri dalla scuola", così recita uno striscione apparso stamane in via Broccaindosso davanti alla succursale delle 'Laura Bassi'. Davanti alla porta c'era una catena con un lucchetto, ad indicare simbolicamente l'accesso sbarrato. Una serratura inoltre è stata bloccata con il silicone. E' la protesta contro i controlli-antidroga che in questi giorni si stanno avviando a tappeto negli istituti bolognesi

Un'azione netta contro gli accertamenti delle forze dell'ordine da parte del Collettivo Autonomo Studentesco, che si sfoga così attaccando le "unità cinofile con i cani che fanno irruzione nelle scuole girovagando con aria intimidatoria e cercando -non si capisce cosa – dappertutto". Questa settimana già tre gli istituti controllati: il Liceo Laura Bassi, poi il Sabin e il Manzoni, dove un ragazzo è stato arrestato perché aveva con sé della Marijuana. "Questo fatto non può - attacca il CAS - farci credere che queste misure siano utili a tutelare gli altri studenti, da loro coetanei che vengono additati come delinquenti senza  tenere in considerazione l'enorme problema sociale che ha portato a queste conseguenze".

La procura ha aperto un'inchiesta: "Si tratta di atti di teppismo" ha dichiarato il PM Valter Giovannini "si procede contro ignoti per danneggiamento aggravato e interruzione di pubblico servizio", poichè l'azione ha anche ritardato l'inizio delle lezioni. 

"Si preoccupano tanto - continua il collettivo - che noi studenti non facciamo uso di sostanze illegali, però lo sfruttamento che subiamo con l'alternanza scuola-lavoro in aziende o uffici sembra non interessi nessuno. Noi studenti non veniamo più trattati da ragazzi e ragazze che vanno a scuola per formarsi culturalmente, bensì come veri e propri carcerati che devono essere controllati 24h su 24h in ogni luogo si spostino e a cui, molto spesso, viene negata anche la libertà d'espressione con la repressione massiccia messa in atto dai presidi sceriffo per ogni azione che si discosti dall'ordinaria amministrazione".

Il Cas si trova "in accordo con i genitori che si sono lamentati, infatti pensiamo che tutti questi controlli non siano utili a migliorare la condizione di vita degli studenti. I soldi spesi per inviare questi agenti nei nostri istituti dovrebbero essere investiti invece nel risanare l'edilizia scolastica". Quindi si chiede che "le forze dell'ordine  stiano fuori dalle scuole", perchè "non accetteremo di essere trattati da delinquenti e essere perquisiti nei luoghi che pretendono di insegnarci condivisione, collaborazione e libertà, d'espressione come di pensiero".
 

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