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Sabato, 3 Dicembre 2022
Cronaca

La moda etica ricuce le ferite: "La sfida di Cartiera conquista i brand del lusso"

Un progetto bello e buono che nasce e si sviluppa in un luogo fortemente simbolico: Marzabotto. Nel laboratorio dell'ex Cartiera ragazzi provenienti da centri di accoglienza del territorio imparano un'arte a rischio scomparsa. E alle griffe piace

Bassirou, Sekou, Yaya, Sohedul, Modou, Adama, i tirocinanti Lamin e Bridget, il maestro di pelletteria Francesco Banzola: sono tutti indaffarati e mentre la pandemia sembra rallentare tutto, nel laboratorio della cooperativa sociale Cartiera il ritmo di lavoro è vivace, così come lo spirito che si respira fra chi taglia la pelle, chi cuce, chi assembla tutte le componenti di una elegante borsa color amarena: "Quelli in lavorazione sono i materiali di elevatissima qualità e bellezza donati da Fendi e Lamborghini, che stanno diventando, attraverso tanti passaggi artigianali e le rifiniture a mano, accessori di moda etica e sostenibile". E' Tatiana di Federico a raccontare una realtà dall'incredibile numero di valori che includono sia il buono che il bello.

A Lama di Reno l'unico focal point del progetto internazionale di moda etica

Cartiera, dal 2017 produce accessori in pelle e tessuto, recuperando materie prime di alta qualità, lavorate secondo le tecniche dell’artigianato Made in Italy e impiegando persone in condizioni di svantaggio all'interno del suo laboratorio il cui processo produttivo è eticamente e socialmente sostenibile. Queste persone arrivano da paesi come Senegal, Mali, Burkina Faso, Bangladesh intercettati dalla cooperativa Lai-Momo (che si occupa di immigrazione, comunicazione sociale, dialogo interculturale e sviluppoe) e spesso hanno già avuto esperienza nel mondo della sartoria o dell'artigianato. Dal 2020 Cartiera è diventata ufficialmente parte della rete EFI (Ethical Fashion Initiative dell’International Trade Centre, programma delle Nazioni Unite volto alla promozione di un’industria della moda più equa) e rappresenta oggi l’unico focal point in Europa del programma internazionale.

La VIDEOINTERVISTA ai ragazzi e all'ideatore del laboratorio

Dove siamo? Siamo all'interno della villa adiacente all'ex cartiera di Lama di Reno (quella ridipinta da writers di fama internazionale), un luogo di formazione costante che negli ultimi due anni ha accolto 14 persone che hanno seguito percorsi di tirocinio formativo e che oggi ne ha assunte 6 a tempo indeterminato. Alcuni di loro (hanno tutti fra i 20 e i 30 anni) vivono proprio in questa piccola comunità lungo la ferrovia, altri invece hanno casa a Vergato, a Casalecchio e Bologna. Fra loro anche Bassorou Zigani, originario del Burkina Faso, maturando in Agraria, ma con aspirazioni nel campo della moda: "Dopo il diploma mi piacerebbe continuare a studiare nel settore del design e del fashion - spiega il ragazzo, che a detta dei colleghi è pieno di talento e voglia di fare - non ho uno stilista preferito, forse lo diventerò io stesso!". 

Cartiera: un giro nella cooperativa sociale di Lama di Reno

Come funziona? I ragazzi vengono intercettati dai gestori dei centri di accoglienza e introdotti a un percorso di formazione che comincia con un corso di italiano (si studia anche il gergo legato al settore della pelletteria) e che prosegue per tre mesi. Dopo la formazione e le competenze acquisite per molti si apre il mondo del lavoro: "I nostri laboratori non sono dotati di grande automazione e la produzione è artigianale: si insegnano le tecniche del made in Italy e dei saperi artigiani - spiega Tatiana di Federico - per dare la possibilità di riscoprire un un mestiere che rischia di scomparire e tramandarlo". 

"Cartiera è un laboratorio fatto soprattutto di persone, volti e passione. Cartiera è il volto delle persone che ci lavorano, perché la crescita del personale coinvolto è al centro del suo ciclo produttivo. Cartiera è l’entusiasmo dei suoi praticanti, che realizzandosi nel lavoro ricuciono le ferite di ieri e tessono il loro domani"

Dove si trovano le creazioni di Cartiera, chi e come le può acquistare? "Le nostre borse, gli zaini e tutti gli accessori si trovano da qualche tempo anche sul nostro ecommerce, ma siamo partiti con il canale B2B (vendite corporate e co-branding) collaborando con aziende che ci commissionano accessori che utilizzano come omaggi speciali o regali di natale. Il nostro stile è semplice e minimal, quindi un design versatile che poi si può personalizzare a seconda di gusti ed esigenze. Lavoriamo anche conto terzi". E alcune aziende donano il materiale a Carteria: è il caso della grande griffe Fendi e della vicina Lamborghini. La prima è già legata al settore moda, la seconda mette a disposizione le pregiatissime pelli utilizzate per esempio per i rivestimenti dei sedili delle auto. 

"Cartiera è un laboratorio di moda etica. Produce accessori in pelle e tessuto, recuperando materie prime di elevata qualità, lavorate secondo le tecniche dell’artigianato Made in Italy e impiegando persone in condizioni di svantaggio"

Tutti i riconoscimenti ottenuti da Cartiera negli ultimi anni: 

A ottobre 2019 Cartiera ha ricevuto, all'interno della quinta edizione del Premio Innovatori Responsabili della Regione Emilia Romagna, una menzione speciale per essersi distinta per originalità e coerenza con gli obiettivi dell’Agenda 2030.
"Battiti" percorso di accelerazione per strat up ad alto impatto sociale, promosso da Emil Banca Credito cooperativo, entrata nella compagine sociale della cooperativa nel 2019. 
Welfare che Impresa, il concorso attraverso il quale Fondazione Italiana Accenture, Fondazione Bracco, Fondazione Snam, UBI Banca, e Fondazione CON IL SUD invitano le start up sociali a presentare progetti innovativi di welfare comunitario, per creare rete sul territorio e generare impatto sociale e occupazionale.
Nel 2020 è stata premiata dalla Commissione Europea, all’interno del concorso #EU4FairWork, come la più rappresentativa a livello europeo sul tema della promozione del lavoro equo e regolare.
Sempre nel 2020 Cartiera ha ricevuto l’encomio  ‘Welcome. Working with Refugee’ da parte di UNHCR per l’impegno profuso nell’inclusione dei migranti e nella crescita professionale. 

"Il lavoro conta" ed è strumento di integrazioni per i migranti 

Cartiera sta seguendo una campagna sociale dedicata all’importanza del lavoro regolare e dignitoso, uno dei valori fondanti della nostra organizzazione e il fondamento dello sviluppo e della dignità per tutte le persone e, in particolare, come strumento per l’integrazione dei migranti. La campagna Il lavoro conta è realizzata in collaborazione con Ethical Fashion Initiative (dell’International Trade Centre delle Nazioni Unite) e la partnership logistica di DHL Express. L’iniziativa durerà fino alla fine del 2020 e porterà alla luce le testimonianze dirette dei lavoratori di Cartiera, che hanno visto la loro vita cambiare nei laboratori di Lama di Reno, ma anche le competenze di chi è impegnato nella promozione del lavoro regolare come strumento di inclusione sociale. Infatti parteciperanno alla campagna diversi stakeholder appartenenti ad ambiti eterogenei, ognuno dei quali declinerà l’importanza del lavoro regolare scegliendo un verbo come “il lavoro rigenera”, “il lavoro unisce”. La campagna è attiva sul sito internet coopcartiera.it nella sezione dedicata al progetto e sui canali social della cooperativa. 

“Not Charity, Just Work”

Cartiera nasce dalla collaborazione tra la cooperativa Lai-momo ed Ethical Fashion Initiative, progetto dell’International Trade Center che mette in connessione piccole realtà artigiane del Sud del mondo con grandi marchi internazionali della moda. Dal Mali all’Afghanistan, da Haiti al Burkina Faso, il progetto di Nazioni Unite promuove lavorazioni artigianali locali all’interno del mercato del fashion internazionale, garantendo standard etici e di qualità in ogni processo della filiera produttiva.

Cartiera e Abantu, il progetto di incorporazione 

Dal primo di settembre è avvenuta la fusione per incorporazione della cooperativa Cartiera all’interno della società cooperativa sociale Abantu (la cooperativa che insieme a Lai-momo ha fondato Cartiera nel 2017).  Abantu è una cooperativa di tipo A e ha come tema principale quello del lavoro, svolge infatti attività come: accompagnamento al lavoro di persone in situazione di svantaggio sociale e/o economico; orientamento alla formazione professionale e all’inserimento lavorativo, percorsi di ricerca attiva e tutoraggio personalizzato;  realizzazione di strumenti online per la facilitazione all’inserimento/re-inserimento nel mondo del lavoro; ricerca aziende, organizzazione, realizzazione e tutoraggio di tirocini formativi per conto terzi o in qualità di ente promotore. 

Cartiera è diventata il settore B di Abantu, rendendo quindi possibile anche l’attività di inserimento lavorativo di persone in situazione di svantaggio. Le attività produttive nel settore della lavorazione della pelle e del tessuto svolte da Cartiera rimarranno immutate.  Questo per noi è un passaggio estremamente significativo perché oltre ad aver creato una delle pochissime realtà nell’area dell’Appennino Bolognese ad essere un soggetto A+B, il progetto Cartiera ha una stabilità economica maggiore grazie all’ingresso in Abantu. 

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