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Corinaldo, la psicologa Unibo: "Non è panico collettivo, ma la naturale reazione di fuga"

Strage della Lanterna Azzurra, la psicologa spiega cosa accade al nostro cervello in situazioni impreviste

Cosa succede al nostro cervello quando ci si trova in situazioni di pericolo come accaduto nella discoteca di Corinaldo? La paura per un eventi imprevisto ha il sopravvento e si scatena una reazione di fuga. Lo spiega per bene la Prof.ssa Fiorella Giusberti, responsabile dello Sportello SAP (Servizio di Aiuto Psicologico) dell'Università di Bologna. 

Un attacco di panico collettivo? «Assolutamente no, dal punto di vista psicologico non si tratta di attacchi di panico, nè collettivi nè singoli. È la reazione a un evento imprevisto, in questo caso una grossa massa che si muove in un ambiente ristretto. La paura contagiata scatena una reazione di fuga che è qualcosa che noi abbiamo dentro e che normalmente ci salva la vita. Questo caso ha delle variabili, un incrocio di elementi paurosi diversi e contemporanei: se in quello stesso locale una persona avesse urlato chiedendo aiuto perchè non stava bene sarebbe stato diverso».

E infatti oltre a un ambiente iper-popolato, c'è anche l'elemento del soggetto incappucciato, non riconoscibile: un punto in più a favore appunto della paura. Ma è possibile prepararsi in qualche modo a gestire situazioni analoghe, per esempio con delle esercitazioni? «Esistono tecniche di rilassamento, ma esse vengono insegnate e applicate su soggetti con delle patologie (o che hanno avuto dei campanelli d'allarme) che si rifanno appunto a degli attacchi di panico. In questo caso non servono a nulla: abbiamo la grande forza di un contesto che scavalla tutto il resto. E il tutto dura pochi secondi...»

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