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Nuovo impianto al Corno, Cai, Wwf e Legambiente protestano: "Progetto che guarda al passato"

Il documento congiunto, che si oppone al progetto di comune e regione, si concentra sulla valutazione di impatto ambientale, stralciata dal dossier. "Questo non è un ammodernamento di un impianto vecchio, ma un nuovo impianto su una zona protetta"

Non sarà necessaria una valutazione di impatto ambientale per il nuovo impianto di risalita al Corno alle Scale. Lo ha deciso nelle settimane scorse la Regione Emilia-Romagna, che classifica l'impianto proposto dal Comune di Lizzano come un ammodernamento di quello esistente.

"Si tratta invece di un vero e proprio nuovo impianto: tracciato diverso, stazioni di partenza e di arrivo in sedi e a quote diverse", obiettano però gli ambientalisti che si battono contro l'infrastruttura, parlando di una "scelta incomprensibile sia dal punto di vista ambientale per le molte criticità sugli impatti ambientali e l'interessamento di aree protette che dal punto di vista meramente imprenditoriale per la cronica mancanza di neve a causa del cambio climatico e la conseguente insostenibilità economica".

Sono Legambiente, Cai e Wwf a contestare la decisione di viale Aldo Moro. "La scelta di proseguire sulla strada di un nuovo impianto senza Via -sottolineano- risulta forzata, inspiegabile e incompatibile con i principi di precauzione e cautela che dovrebbero guidare un intervento così massiccio, imponente, sicuramente irreversibile perché su un terreno incontaminato all'interno di un'area protetta. Gli stessi principi di precauzione, cautela e rispetto dei beni comuni materiali e immateriali dovrebbero invece suggerire di usare la Via come approfondimento e verifica degli screening preliminari".

"Basta dedicare alla montagna progetti di 50 anni fa, che agiscono ignorando del tutto le problematiche legate al sempre più pressante cambiamento climatico", ribadiscono le associazioni ambientalista. "Servono delle politiche lungimiranti e concrete, che sappiano affrontare i problemi del presente e del futuro senza rifugiarsi in un passato che non può tornare. La 'monocultura' della neve in montagna appartiene al passato e non può risolvere nessuna delle urgenze di oggi". (Bil/ Dire)

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