Coronavirus, la ricetta degli agriturismi: "Poche camere, ampi spazi e sanificazione"

Così il presidente regionale degli agriturismi associati a Confagricoltura, Gianpietro Bisagni

Foto di repertorio

«In gioco c’è un fatturato annuo stimato in 126 milioni di euro per l’agriturismo dell’Emilia-Romagna e il totale incassato finora è pari a zero. Ma le nostre strutture non si sono mai fermate e per la fase 2 mettono in campo un protocollo speciale».

E' la proposta del presidente regionale degli agriturismi associati a Confagricoltura, Gianpietro Bisagni, che pone l'accento su un settore, quello del turismo lento, messo in ginocchio come gli altri dal lockdown anticoronavirus, ma che allo steso tempo vuole ripartire. 

Biasagni spiega nel dettaglio la nuova strategia in grado di attrarre anche il turista più titubante, ossia: «un bollino di certificazione che garantisca la massima igiene e soggiorni in piena sicurezza (è stata siglata una convenzione con un’azienda specializzata nella sanificazione e sterilizzazione con ozono degli ambienti); spazi che sembrano studiati apposta per assicurare il distanziamento sociale tra un nucleo familiare e l’altro, con poche camere per struttura (3 aziende su 4 offrono dalle cinque alle dieci stanze) e ampie aree all’aperto da sfruttare durante il giorno, poi ancora pacchetti a misura di famiglia per ridare a genitori, bambini e nonni quell’armonia mancata a lungo in tempi di epidemia da covid; inoltre un’offerta di cibo e alimenti salubri, molti dei quali autoprodotti dalla stessa azienda agrituristica o comunque provenienti da filiera corta».

Agriturismo in Emilia-Romagna, i dati sul fatturato

Secondo i dati del Centro studi di Confagricoltura, gran parte del reddito degli agriturismi, in regione, proviene dalla ristorazione: più di 110 milioni di euro annui su un totale di 126 milioni. Il nuovo protocollo dell’organizzazione agricola punta a gestire al meglio le relazioni con il cliente. «I nostri imprenditori - racconta Bisagni – sono pronti a ricevere il visitatore del post-quarantena, che ha bisogno soprattutto di essere rassicurato. Un pool di specialisti, tra cui sociologi e psicologi, sta affiancando gli addetti al settore con percorsi formativi on-line per aiutarli a fronteggiare in maniera efficace le problematiche della riapertura e il nuovo modo di condividere spazi ed emozioni».

La road map di Confagricoltura Emilia Romagna per la Fase 2 pone al centro la piena sicurezza dei lavoratori e degli ospiti della struttura con un approccio incentrato sul nucleo familiare. «Persino i tour paesaggistici, come le visite alle cantine ai caseifici e ai borghi storici, saranno personalizzati a misura di famiglia», conclude l’imprenditore piacentino.

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