Covid-19 e anziani, la psicologa spiega a chi si prende cura di loro come gestire la quarantena

Ilenia Brizzi: "Il tema degli anziani, sia quelli ospitati nelle strutture che a casa, è molto delicato e dibattuto. Seguendo alcune regole si possono ridurre i rischi anche in caso di demenza"

Ilenia Brizzi

Il tema degli anziani, sia quelli ospitati nelle strutture che coloro che vivono in casa, è molto delicato e dibattuto. Chi si prende cura di loro, il "caregiver", si trova in una posizione di grande responsabilità non solo per la salvaguardia dello stato fisico della persona a cui deve provvedere, ma c'è anche la preoccupazione da un punto di vista psicologico. Gli interrogativi sono tanti e vanno dalla quantità e la qualità del flusso di informazioni/notizie di cui fruiscono gli anziani al lavoro sulla consapevolezza dei rischi, dalla gestione delle visite a quella del tempo libero e dei momenti di condivisione e comunicazione con i familiari. 

Ilenia Brizzi, psicologa e psicoterapeuta specializzata nel supporto al personale sanitario, a causa del Covid-19 ha dovuto rimodulare il suo lavoro: "Sono psicologa Psicoterapeuta e lavoro come libero professionista in studio privato a Bologna e a Castel di Casio. Prima dell’emergenza Coronavirus stavo collaborando con una Residenza Sanitaria Anziani con progetti per il personale sanitario finalizzati alla riduzione dello stress, migliorare la collaborazione del gruppo di lavoro e favorire il benessere. Collaboro inoltre con la scuola di specializzazione in Psicoterapia Biosistemicanel ruolo di Tutor d’Aula".

Come è cambiato il suo lavoro a causa del Coronavirus? "Dal decreto del 9 marzo ho deciso di chiudere gli studi e continuare a lavorare solo online, con videochiamata, con i pazienti che seguo privatamente (per noi psicologi, essendo professioni sanitarie, la chiusura non era obbligatoria ma veniva suggerito dall’Ordine degli Psicologi nazionale e regionale di attivarsi prevalentemente online, salvo nei casi di urgenza).  I progetti con la RSA si sono temporaneamente sospesi perchè prevedevano la mia presenza in struttura. Si era pensato di attivare un supporto individuale online a operatori e parenti, con modalità online, ma nella pratica non siamo riusciti a farlo partire. Le attività che svolgo con la scuola di specializzazione, dopo la chiusura di tutte le scuole di ordine e grado, si sono spostate anche queste online. Quindi insieme a tutto lo staff della scuola, in questo periodo, abbiamo organizzato le lezioni per gli studenti mediante piattaforma Zoom.

Il lavoro online è stata una sfida nuova per me, e anche per i pazienti. Le differenza principali sono il cambiamento di setting e di prospettiva: vedo le persone nelle loro case e non nel mio studio; vedo principalmente il loro viso invece che tutto il corpo. La modalità online, presenta vantaggi e svantaggi". 

Come il Covid-19 è percepito dagli anziani: i due estremi

"Ascoltando le storie dei miei pazienti, ho notato come quasi tutti mi sottoponessero il tema della preoccupazione verso la salute dei loro cari anziani, nonni o genitori.  Una preoccupazione spesso riportatami era la bassa percezione del rischio da parte degli anziani, con conseguente difficoltà a comunicare loro i corretti comportamenti da tenere per limitare il rischio di contagio. Perché? Spesso hanno meno accesso alle fonti o minore capacità di comprensione di un fenomeno così complesso a causa ad esempio di una bassa scolarizzazione. Inoltre il coronavirus è un nemico invisibile e proprio per questo può portare ad una percezione del rischio troppo bassa o troppo alta.

All’estremo opposto invece ci sono persone che mi raccontano come gli anziani siano stati da subito molto spaventati dal rischio di ammalarsi e si siano conseguentemente chiusi in casa.

Sia in un caso che in un altro è importante cercare di spiegare agli anziani questa situazione, cercando di mantenere un atteggiamento empatico e utilizzando un linguaggio semplice e ripetere se non è stato compreso. Può essere utile ad esempio fare un paragone con l’influenza Spagnola, in quanto nella memoria collettiva è un evento di cui molti hanno sentito parlare. Se la persona è molto compromessa da un punto di vista cognitivo e appare intenzionata ad uscire, può essere opportuno distogliere la sua attenzione, tenendola impegnata con attività che possano interessarla.

E' difficile generalizzare perchè la popolazione anziana è molto variegata per condizioni socio-economiche, di salute e di istruzione: dalle persone completamente autonome (a livello motorio e cognitivo) a quelle con scarse autonomie. Anziani che vivono soli, o con parenti o badanti, o chi vive presso strutture". 

Pandemia, oltre al rischio della malattia c'è l'impatto psicologico

"Nelle situazioni di emergenza ognuno mette in atto le proprie risorse e modalità di fronteggiare lo stress, tuttavia ci sono fasce di popolazione più vulnerabili, come appunto le persone di una certa età. In questa pandemia, è stato da subito chiaro come le persone anziane fossero quelle più a rischio di ammalarsi, ma è importante ricordare anche, oltre alla salute fisica, la pandemia può avere un impatto forte a livello psicologico sull’anziano o può esacerbare disturbi psicologici o psichiatrici pre-esistenti.

Quindi i caregivers che si occupano di persone con demenza, possono aver notato in questo periodo di quarantena, un aumento dei sintomi comportamentali, che vanno a complicare una situazione già di difficile gestione (possono esacerbarsi sintomi psicotici, aggressività, l’agitazione psicomotoria, l’aterazione del ritmo sonno-veglia). Le persone anziane più a rischio sono quelle che vivono da soli e che non hanno parenti stretti o con un quadro clinico generale già compromesso o con deficit cognitivi".

Suggerimenti per caregivers e anziani: le regole per la convivenza con il Covid-19

1. Evitare la sovraesposizione a tv e radio. Scegliere massimo due momenti al giorno per informarsi sulla situazione della pandemia. In particolare, nelle ore serali, la visione di approfondimenti sul coronavirus può disturbare la qualità del sonno. 
Quindi se vivi con un anziano, prima di andare a dormire, puoi proporgli di fare qualcosa insieme piuttosto che guardare la televisione come ultima cosa. Se non vivi con un anziano, puoi telefonargli e provare a intrattenere una conversazione su altri argomenti.

2. E' importante invitare gli anziani a mantenere per quanto possibile le proprie abitudini. In questa situazione sono venuti meno molti punti di riferimento delle persone anziane: dalla deprivazione dei contatti sociali, alla perdita delle abitudini legate al frequentare ad esempio luoghi di culto o centri di aggregazione come centri sociali o centri diurni.
Per questo motivo è importante aiutare gli anziani a strutturarsi una routine (mantenendo possibilmente degli orari regolari per i pasti e per alzarsi e coricarsi) e a mantenere attivi i propri interessi. 
Per chi vive con una persona anziana, può essere utile, scegliersi dei momenti durante la giornata, nei quali fare attività insieme. Devono essere attività comprensibili e semplici per la persona anziana (in caso abbia dei deficit cognitivi) e di suo interesse. Alcuni esempi di attività sono: lavorare a maglia, cucinare insieme, giocare a carte, fare cruciverba, ascoltare la musica dei loro tempi, curare l’orto o le piante, vedere foto di famiglia o della loro infanzia per stimolare i ricordi e farsi raccontare la loro storia di vita. Se non vivi con una persona anziana, aiutalo a trovare qualcosa che gli piaccia per trascorrere il suo tempo.

3. Cerca di monitare il sonno e l’alimentazione dell’anziano. Cioè sincerati che possa mangiare e bere adeguatamente e che il suo ritmo sonno-veglia non sia alterato.

4. Incoraggia l’anziano a muoversi nel limite del possibile, in giardino o in balcone, se presente oppure in casa. Ricordagli di aereggiare le stanze . Se vivi con una persona anziana, provate a fare insieme alcuni piccoli esercizi per tenere in movimento il corpo.

5. Incoraggiarli a esprimere i propri stati d’animo, rassicurandoli sul fatto che le emozioni di paura, tristezza e rabbia sono normali e comuni in tutte le persone

6. Se l’anziano deve uscire per visite mediche o altre necessità, assicurati che abbia compreso bene le misure di distanziamento sociale e l’utilizzo dei Dispositivi di Protezione individuali (mascherine, guanti..).

7. Se vivi con l’anziano, organizza videochiamate per contattare altre persone significative per lui.

8. Dare informazioni pratiche utili per gli aiuti alle persone anziane attive nel territtorio del proprio domicilio: aiutare l’anziano a raggiungere i servizi utili come ad esempio la spesa a casa. Segnalo i seguenti numeri verdi che possono essere utili: 800562110 servizio e-care per anziani per informazioni sanitarie e sociali per la zona di Bologna e Ferrara, 800991414 numero verde accessibile da rete fissa per l’Emergenza solitudine.

9. Contatta professionisti della salute come medici e psicologi qualora riscontrassi nell’anziano cambiamenti preoccupanti o qualora tu stesso ti senta sopraffatto dal carico emotivo del prenderti cura di un famigliare anziano o per la situazione.  

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