Coronavirus a Budrio, una cinquantina i contagiati: "Ma non sarà una nuova Medicina"

Dopo l'allarme sui decessi alla residenza per anziani San Domenico il primo cittadino Maurizio Mazzanti fa il punto

"Qualche cittadino mi chiede se Budrio sarà come Medicina. Ecco, questo mi sento proprio di escluderlo". E' Maurizio Mazzanti, sindaco di Budrio, a parlare, dopo i casi di Coronavirus trovati alla residenza per anziani San Domenico, in pieno centro storico, dove a oggi si sono registrati tre decessi tra i suoi ospiti, un 78enne, un 83enne e un 89enne, nei giorni scorsi.

Dopo l'arrivo dell'equipe epidemiologica dell'Ausl di Bologna presso la casa di cura in tanti in città si stanno chiedendo se non sarà la volta di Budrio, dopo Medicina, a finire in quarantena rafforzata con una zona rossa off-limits. Ma l'ipotesi è respinta con forza da Mazzanti.

"I positivi sono cinquanta a ieri -osserva il primo cittadino- è un numero alto, dovuto anche ai positivi al San Domenico, ma siamo anche credo nel periodo del picco dei contagi. La situazione, da questo punto di vista, è sotto controllo".

E i numeri, almeno a ora, sembrano confermare l'analisi. Stando alle cifre dei positivi fornite dall'Ausl il 30 marzo, mentre Budrio registra una cinquantina di contagi -in linea con i comuni con lo stesso numero di abitanti- Medicina si attesta sulle 145 unità. "Su questo aspetto -spiega Mazzanti- non ho particolari evidenze di rischio, poi è chiaro che avendo nel nostro territorio delle strutture di cura per anziani, è chiaro che siamo più esposti". 

I fari restano puntati sulla residenza San Domenico, che ora conta 84 ospiti e 35 operatori "tutti al lavoro interni alla sede" precisa Maria Grazia Polastri, direttrice della struttura. "Tutti gli operatori sintomatici sono stati mandati al proprio domicilio, e dall'inizio dell'emergenza, 15 giorni fa, abbiamo chiuso le visite. Purtroppo, con un periodo di incubazione così lungo e non preciso è difficile capire chi abbia contagiato chi", precisa.

Una mano concreta al controllo della diffusione del virus nelle case di cura, vero tallone d'achille in questo momento, potrebbe arrivare dallo screening sierologico annunciato dalla Regione per tutti i sanitari, Oss compresi. Il piano prevede subito 50mila esami applicati ai sanitari, che arriveranno a regione a 200mila tamponi, replicati ogni 15 giornie con eventuale tampone di conferma a seguire.

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