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Coronavirus, il punto di oggi della Regione Emilia-Romagna. Secondo morto a Bologna

I casi: sono 170 i nuovi per un totale di 1.180 positività al virus. In provincia di Bologna se ne registrano 13 in più. Otto nuovi decessi e 11 ricoveri in terapia intensiva. Merola: "Bisogna fermarsi e modificare il nostro stile di vita"

In Emilia-Romagna sono complessivamente 1.180 i casi di positività al Coronavirus, 170 in più rispetto all’aggiornamento di ieri pomeriggio. E passano da 3.604 a 4.344 i campioni refertati. Si tratta di dati disponibili e accertati alle ore 12, sulla base delle richieste istituzionali. Come fa sapere la Regione nella nota odierna.

In provincia di Bologna si registrano 13 casi in più e anche il secondo morto: un paziente 85enne sul quale sono in corso approfondimenti epidemiologici.

Terapia intensiva e isolamento

Anche oggi si tratta di persone che in circa la metà dei casi hanno richiesto un ricovero ospedaliero, le altre hanno sintomi modesti o addirittura assenti che non richiedono cure ospedaliere: 475 sono infatti i pazienti che stanno rispettando il previsto isolamento nella propria abitazione.

Sono 75 le persone ricoverate in terapia intensiva (11 in più rispetto a ieri). Salgono a 27 le guarigioni, 26 delle quali riguardano persone 'clinicamente guarite', divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e una dichiarata guarita a tutti gli effetti perché risultata negativa in due test consecutivi.

Purtroppo, però, crescono anche i decessi, passati da 48 a 56. Degli otto nuovi decessi, due riguardano cittadini lombardi di 81 e 85 anni, poi un paziente bolognese di 85 anni e cinque pazienti piacentini con età comprese tra i 71 e 91 anni. Tutti avevano patologie pregresse, mentre sono in corso approfondimenti epidemiologici sull’uomo di Bologna.

Dati per provincia

In dettaglio, questi sul territorio i casi di positività, che si riferiscono sempre non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi:528 Piacenza (49 in più rispetto a ieri), 276 Parma (47 in più), 113 Rimini (nove in più), 97 Modena (15 in più), 70 Reggio Emilia (22 in più), 62 Bologna (13 in più), 15 Forlì-Cesena (otto in più), 13 Ravenna (tre in più), sei a Ferrara (quattro in più rispetto a ieri).

Il sindaco Merola: "Bisogna fermarsi"

Il sindaco di Bologna, Virginio Merola, lancia un altro appello ai bolognesi e confida nelle misure regionali per quel che riguarda la chiusura di palestre e piscine. 

"È necessario modificare il nostro stile di vita. È necessario raffreddare i nostri contatti sociali. Solo in questo modo possiamo contenere il virus", scrive il sindaco.

"Il Decreto firmato nella notte dal presidente Conte non inserisce Bologna nella zona rossa. Per noi quindi non valgono alcune disposizioni che ritengo ormai inevitabili. Per questo sulla chiusura di piscine, palestre e centri ricreativi come i centri sociali anziani stiamo aspettando un'azione della Regione, annunciata ieri dal commissario Sergio Venturi".

"Sui locali e sui pubblici esercizi faccio un ulteriore appello. A Bologna ci sono zone in cui la movida non si sta fermando. Questo non va bene perché contrasta con le parole che, anche l'Istituto superiore di sanità ha detto forte e chiaro. Fin dall'inizio di questa emergenza ho pensato che l'unità delle istituzioni dovesse essere preservata al massimo - continua - anche come necessaria pre condizione per chiedere sacrifici ai cittadini. Continuo a pensarla così anche oggi. Stringiamo i denti perché solo attraverso una consapevolezza sempre più diffusa ce la potremo fare".

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