Fase tre, il lockdown covid colpisce Cineca: "Buco da 9 milioni e cassa per 50 dipendenti"

Neanche il centro di calcolo accademico passa indenne dalle chiusure forzate e dal rallentamento delle attività. I sindacati: "Cassaintegrazione inaccetabile". Il Consorzio replica: "Nessun buco, solo calo di fatturato"

Buco da nove milioni di euro e cassa integrazione per 50 lavoratori. Sono queste le acque in cui naviga al momento il Cineca, secondo quanto riferito dai sindacati Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil dopo l'incontro con la direzione del consorzio il 21 maggio scorso.

I sindacati sono ora in attesa di un nuovo faccia a faccia, che l'azienda si è detta disponibile a fare "dopo la metà di giugno, ci aspettiamo su basi diverse, più chiare e condivisibili", avvertono i rappresentanti dei lavoratori.

Dal confronto del 21 maggio è dunque emerso prima di tutto che il Cineca non è ancora riuscito a ottenere dal ministero dell'Università i 100 milioni di euro che il consorzio avanza (da anni) come credito dallo Stato. A questa cifra "si aggiunge una perdita di nove milioni di euro per le attività del 2020 a seguito della crisi in corso- riferiscono i sindacati in un documento congiunto a livello nazionale- questi dati, pur negativi, non rappresentano un elemento che metta in pericolo il consorzio e le sue attività e progetti".

A oggi, alcune attività del Cineca sono ancora "ferme o molto rallentate" a causa dell'emergenza coronavirus. Altre attività dovrebbero proseguire anche nei prossimi mesi attraverso lo smart working (circa 70 lavoratori), mentre per altre ancora è iniziata una graduale ripresa con il rientro in ufficio del personale (nel rispetto delle misure di sicurezza) a partire dal 3 giugno scorso. Per i progetti fermi o molto ridotti, invece, il Cineca ha attivato la cassa integrazione per un totale di 50 lavoratori. Per tutti infine prosegue lo smaltimento di ferie e permessi, con anticipo delle ferie non maturate per chi le ha terminate.

Il quadro tracciato dalla direzione del Cineca non piace ai sindacati, che sottolineano come finora "tutti gli interventi sono e saranno gestiti senza definire o concordare nulla" con i rappresentanti sindacali. Il giudizio di Cgil, Cisl e Uil è dunque "fortemente negativo", prima di tutto sulla cassa integrazione, valutata una "forzatura non accettabile" dal momento che "le attività sono in ripartenza con la possibilità di ridistribuire parte del lavoro fra tutte le persone e attivando strumenti alternativi messi a disposizione dalle norme emanate in queste settimane".

Visto poi che riguarda 50 persone, ancor di più la cassa integrazione "risulta non necessaria". I sindacati criticano poi il "non voler aprire un confronto reale sullo smart working" da parte del Cineca, così come è valutata in maniera negativa "la gestione di ferie e permessi. Se un grande residuo degli anni precedenti era stato accumulato, allora era necessario comunque prevedere una gestione che contemperasse le esigenze dei lavoratori con le esigenze dell'impresa".

Secondo Cgil, Cisl e Uil dunque "manca un piano organico da conoscere nei suoi dettagli e discutere, che possa permettere una graduale ripresa delle attività nei prossimi mesi, a partire da un uso della cassa integrazione che così come impostato non è convincente né accettabile", avvertono i sindacati.

A stretto giro la risposta del Cineca. Il consorzio in particolare si riferisce "al presunto buco di nove milioni. Una terminologia inesatta che genera una falsa notizia, poiché quei nove milioni sono il calo di fatturato registrato durante l'emergenza covid e non un buco di bilancio".

Quanto al credito da 100 milioni di euro vantato nei confronti del ministero, "confidiamo di sbloccarlo in tempi ragionevolmente rapidi". Il Cineca conferma poi che "ad oggi alcune attività sono ancora ferme o molto rallentate", a fronte delle quali il consorzio è ricorso a "piani di smaltimento ferie e permessi, in parte richiesti direttamente ai dipendenti, in parte definiti dai responsabili".

Il Cineca inoltre "ha predisposto il calendario delle ferie collettive, concordato come di consueto con le Rsu", in previsione di una "sostanziale ripresa delle attività nel prossimo autunno". A questo si aggiunge la cassa integrazione per 50 lavoratori "afferenti al contratto del commercio.

L'avvio delle procedure per il Fis risponde anche a un dovere elementare imposto dalla natura pubblica dei finanziamenti che Cineca riceve- ci tiene a sottolineare il consorzio- per mantenere l'operatività dei servizi con la massima attenzione all'utilizzo delle risorse economiche disponibili". Lo scorso 5 giugno, il Cineca "ha inviato ai sindacati la comunicazione prevista per l'attivazione del Fis ed è in attesa di un riscontro per l'incontro per l'esame congiunto"

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