Coronavirus, l'aggiornamento della Regione Emilia-Romagna

Sono 1.010 i casi positivi in Emilia-Romagna, dei quali 409 a casa. Salgono a 25 le guarigioni, in terapia intensiva 64 pazienti e 11 nuovi decessi. In provincia di Bologna 49 casi: 8 in più rispetto a ieri

In Emilia-Romagna sono complessivamente 1.010 i casi di positività al coronavirus, 140 in più rispetto all’aggiornamento di ieri pomeriggio. Un aumento inferiore a quello registrato ieri, quando erano saliti di 172. E passano da 3.136 a 3.604 i campioni refertati. Si tratta di dati disponibili e accertati alle ore 12 di oggi, sulla base delle richieste istituzionali. Come fa sapere la Regione durante la conferenza stampa odierna.

Si conferma anche oggi che si tratta in maggioranza di persone che presentano un quadro clinico non grave, con sintomi modesti o addirittura assenti: 409 sono infatti i pazienti che non necessitano di cure ospedaliere e quindi sono a casa, dove rispettano l’isolamento previsto; 64 i pazienti ricoverati in terapia intensiva (12 in più rispetto a ieri).

Guarigioni e decessi

Aumentano, passando da 17 a 25, il numero delle guarigioni, 24 delle quali riguardano persone "clinicamente guarite", divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e una dichiarata guarita a tutti gli effetti perché risultata negativa in due test consecutivi.

Purtroppo, però, sale anche il numero dei decessi, passati da 37 a 48. Di questi, sei sono cittadini lombardi.

Degli 11 nuovi decessi, sei riguardano il piacentino: si tratta di quattro uomini, rispettivamente due di 72 anni, uno di 74 e uno di 99 anni e due donne di 85 e 93 anni; tre del parmense, due uomini di 73 e 78 anni e una donna di 88 anni; un uomo del modenese di 85 anni e un uomo del riminese di 89 anni.  

La grande maggioranza delle persone decedute aveva patologie pregresse, a volte plurime; per tre decessi sono invece ancora in corso gli approfondimenti epidemiologici.

"Come avevamo registrato nella fase cinese della malattia – afferma il commissario Sergio Venturi in conferenza stampa – la grande percentuale di decessi colpisce i pazienti sopra gli 80 anni, così come anche le persone che sono in terapia intensiva. Faccio ancora appello alla riduzione dei contatti sociali agli anziani perché è la categoria che sconta più di tutte la mortalità così elevata".

I casi per provincia

In dettaglio, questi sul territorio i casi di positività, che si riferiscono sempre non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 479 Piacenza (53 in più rispetto a ieri), 229 Parma (49 in più), 104 Rimini (11 in più), 82 Modena (9 in più), 48 Reggio Emilia (4 in più), 49 Bologna (otto in più rispetto a ieri, di cui 20 nell’imolese, tre in più rispetto a ieri e riconducibili al cluster di Medicina), sette Forlì-Cesena (tre in più rispetto a ieri), dieci Ravenna (due in più rispetto a ieri), due a Ferrara (uno in più rispetto a ieri).

Trend positivo ma ancora cautela

"Non voglio essere rasserenante più del dovuto – premette Venturi – aspettiamo di arrivare in cima alla montagna, ma c'è per Piacenza un dato positivo, non ancora significativo, che mi auguro sia confermato nei prossimi giorni". 

"Il numero di contagi a Piacenza per il quarto giorno consecutivo scende e passa dal 25% di incremento del 4 marzo al 12% di oggi, mentre il dato regionale è del 16%. Mi auguro che questo trend sia confermato perché ci auguriamo tutti testimoni il fatto che siamo vicini a superare una situazione decisamente difficile". 

Preoccupa ancora invece il quadro di Parma, dove oggi c'è stato appunto un forte incremento di casi positivi. L'Emilia-Romagna è di fatto divisa in due. "Metà della regione è in una situazione di forte controllo – sottolinea – per l'altra metà invece bisogna tenere gli occhi bene aperti".

"I dati di Parma sono in controtendenza a quelli di Piacenza – avverte Venturi – rispetto al trend di Piacenza quindi l'appello che rivolgo agli anziani, di ridurre i contatti sociali, lo rivolgo a tutti, soprattutto a Parma. Non abbiamo problemi di letti in terapia intensiva, ma per qualche settimana cerchiamo di ridurre i contatti sociali e le occasioni in cui ci possa essere diffusione del virus. Ripeto, non lo dico solo agli anziani, lo dico a tutti: il virus è ovunque, stiamo attenti perché non vorremmo che Parma diventasse un luogo come era Piacenza".

Verso chiusura piscine e palestre

"Non parlo più di centri ricreativi, molti Comuni hanno chiuso queste attività ma segnalo che siamo vicini o attraverso un provvedimento nazionale o attraverso uno regionale, a chiudere le attività di carattere sociale non indispensabili come palestre e piscine. Siamo al lavoro perché abbiamo ravvisato la necessità assoluta di questo provvedimento per questi luoghi".

Più posti letto in terapia intensiva

Prosegue intanto da parte della Regione il massimo impegno per potenziare la rete ospedaliera, incrementando il numero dei posti letto in terapia intensiva. Questo avverrà, in particolare, per le strutture ospedaliere del piacentino dove è previsto – già a partire da oggi con l’ospedale di Castel San Giovanni – il raddoppio delle postazioni di terapia intensiva, che passeranno da 15 a 33 (oltre alle nove postazioni per l’attività ordinaria, extra coronavirus).

Fake news

"Circola da ieri su Facebook – avverte la Regione – un messaggio di un presunto infermiere che ha messo in giro una fantomatica richiesta della Asl piacentina per fare arrivare bottigliette d’acqua a operatori e parenti, oltre ad altri messaggi per chiedere pigiami. Come già specificato dall’Azienda sanitaria, si tratta di una notizia falsa e priva di ogni fondamento. Gli unici canali autorizzati a fare richieste di questo tipo sono i canali ufficiali delle Aziende sanitarie e ospedaliere o il sito della Regione Emilia-Romagna. 

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(aggiornato alle 18:25)

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