Coronavirus, un duro colpo per le discoteche: "Speriamo di riaprire e contiamo su un sostegno per riprenderci"

L'INTERVISTA. Oliviero Giovetti, portavoce della categoria: "Chiediamo al Comune di Bologna di avere un occhio di riguardo per i tributi locali come i rifiuti"

Una settimana senza accendere la musica, serate cancellate, la prospettiva di un allungamento dell'ordinanza e la certezza che poi per riprendersi ci vorrà troppo tempo. Questo è quello che raccontano i gestori delle discoteche bolognesi dopo lo stop forzato dettato dall'emergenza sanitaria per il Coronavirus. 

Il Oliviero Giovetti Presidente SILB - Federazione Locali da ballo Confcommercio Ascom Bologna e gestore di due note discoteche bolognesi parla a nome dei colleghi: "Noi non abbiamo avuto un calo del fatturato, noi abbiamo chiuso totalmente e di fatturato non ce n'è proprio. Questa la differenza fra le discoteche e ristoranti, i pub e i bar. Abbiamo cancellato quattro date compreso il Carnevale e adesso siamo in attesa di capire se l'ordinanza confermerà anche una seconda settimana". 

Secondo lei, visto il paragone con altre realtà, potevate essere esclusi da una chiusura totale? "Se si pensa alla capienza e alle caratteristiche dei locali direi di sì. Ci sono ristoranti che possono accogliere fino a 200 persone e pub fino a 500, discoteche piccole, altre più grandi...certo è che noi, cinema e teatri stiamo subendo un colpo durissimo". 

E si era già parlato di crisi del settore per altri motivi..."Sì. Nel 1996 in Italia c'erano 5.500 discoteche che oggi sono diventate circa 2.000. Un bel calo. Eppure le discoteche sono i luoghi più sicuri visti gli standard altissimi che dobbiamo e vogliamo rispettare. Adesso sarà difficile riprendere la normalità perchè le persone che sono rimaste a casa faranno più fatica a tornare nei locali e lo faranno con una frequenza minore". 

I suoi lavoratori? "Ho dipendenti a tempo indeterminato, determinato e a chiamata. Certo, loro per contratto vanno pagati comunque, ma non è questo il punto, siamo una famiglia e una squadra. Il punto è che avremo bisogno di una mano dal punto di vista economico e intanto aspettiamo con ansia le decisioni sui prossimi giorni". 

Cosa chiedete a chi? "Chiediamo al Comune di Bologna di avere un occhio di riguardo per i tributi locali come i rifiuti, magari anche uno slittamento dei versamenti INPS. Speriamo anche che la Regione istituisca un fondo dedicato alle categorie che si trovano in difficoltà". 

E queste richieste vengono scritte nere su bianco e firmate SILB - Federazione Locali da ballo Confcommercio Ascom Bologna:

"L’attuale situazione rappresenta nel nostro territorio, in seguito all’ordinanza emanata dalla Regione Emilia-Romagna, un colpo durissimo alle realtà che operano nel mondo dell’intrattenimento e degli eventi nei locali da ballo, che comunque già da parecchio tempo non attraversano un momento economicamente florido.  I provvedimenti di emergenza emanati lo scorso 23 e 24 hanno seriamente compromesso la stagione, anche perché le settimane a ponte tra febbraio e marzo rappresentano per il nostro settore il momento potenzialmente migliore dell’anno. In questi giorni quando si è parlato di discoteche non è mai stato detto che a queste attività è stata direttamente vietata la possibilità di lavorare. Non si tiene conto che sono imprese con dipendenti, lavoratori professionisti dello spettacolo, addetti alla sicurezza che già da questo week end hanno perso il 25% del proprio introito mensile. Ne consegue che il fatturato del 2020 si porterà dietro lo zero di questo periodo mentre le spese non spariranno, anzi dovranno essere saldate alle regolari scadenze. Il nostro non è un settore di serie B, anche se da molti è visto come superfluo e leggero. L’intrattenimento, lo spettacolo, la musica che proponiamo ha un valore altissimo per migliaia di persone che quando vogliono possono trovare sempre locali sicuri senza alcuna barriera politica e sociale. Proprio per questo, quindi, per tutelare gli imprenditori del settore, riteniamo fondamentale porre alcune richieste specifiche alle Istituzioni:

Immediata eliminazione dell’ordinanza regionale: chiediamo di poter tornare a lavorare il prima possibile;
Sospensione rate mutui, versamento imposte, contributi, ritenute su redditi da lavoro dipendente, adempimenti fiscali e amministrativi;
Emanazione da parte della Regione Emilia Romagna di un bando di finanziamento a fondo perduto per i mancati introiti delle attività direttamente colpite dall’ordinanza; cancellazione per il periodo di forzata inattività delle imposte comunali (Tassa occupazione suolo pubblico, tassa rifiuti etc..) e regionali. Chiediamo infine di essere coinvolti in ogni tavolo che possa prendere    decisioni fondamentali relative alla vita delle nostre aziende, famiglie e di tutte le persone che lavorano con noi".

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