Coronavirus, l'Emilia-Romagna chiude palestre e piscine. Sì a spostamenti per lavoro

Il presidente del Consiglio ha firmato il nuovo Decreto sulle misure urgenti di contenimento del Coronavirus che elimina le precedenti zone rosse e suddivide il Paese sostanzialmente in due aree: la prima, per la quale sono previste misure più restrittive comprende anche 5 province dell'Emilia Romagna

La Regione Emilia-Romagna chiarisce alcuni punti del decreto e con un'altra ordinanza chiude piscine e palestre in tutta la regione, anche a Bologna e provincia.

Il decreto

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il nuovo Decreto sulle misure urgenti di contenimento del Coronavirus che elimina le precedenti zone rosse, e cioè i Comuni focolaio dell’epidemia della Lombardia e del Veneto, e suddivide il Paese sostanzialmente in due aree

Coronavirus, il punto di oggi della Regione Emilia-Romagna. Secondo morto a Bologna

La prima, per la quale sono previste misure più restrittive a causa della maggiore diffusione del virus, comprende la Lombardia e le province emiliano-romagnole di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Rimini, oltre a quelle di Pesaro e Urbino nelle Marche, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli in Piemonte e Padova, Treviso, Venezia in Veneto.

Altre misure di contenimento del contagio valgono invece su tutto il territorio nazionale, e quindi sulle altre province dell’Emilia-Romagna: Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena. 

Le misure contenute nel decreto sono valide da oggi, 8 marzo, al prossimo 3 aprile. Nelle province di Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì-Cesena, la sospensione di nidi, scuole e Università rimane invece in vigore fino al 15 marzo. 

Libertà di spostamento per lavoratori e merci 

Chi deve spostarsi per ragioni di lavoro, anche fra le province e all’interno di esse, lo può fare. È garantito il diritto a lavorare per chi è in buona salute, non presenta sintomi né debba rispettare il periodo di quarantena. Con l’avvertenza che si tratti sempre di spostamenti per ragioni di lavoro o di necessità.

Lo ha chiarito oggi il Governo, fa sapere la Regione, durante una videoconferenza con le Regioni nel pomeriggio: "il Governo ha chiarito in modo inequivocabile come non esistano restrizioni per la mobilità dei lavoratori e delle merci né all’interno del Paese né tra il nostro Paese e gli altri".

Chiuse piscine, palestre, centri ricreativi e centri diurni in tutta l’Emilia-Romagna 

"Bene che il Governo abbia fatto chiarezza su un punto che da ieri sera aveva spinto tantissimi cittadini a chiederci se domattina avrebbero potuto o meno recarsi al lavoro, o imprenditori a porre lo stesso quesito relativo alle merci", sottolinea il presidente della Regione, Stefano Bonaccini.

"Sia chiaro - prosegue - che il primo impegno è contrastare la diffusione del virus e l’Emilia-Romagna è in prima linea in questo sforzo. A dimostrazione del fatto che non abbiamo alcuna intenzione di indebolire i provvedimenti del Governo, d’accordo con i sindaci dei territori esclusi dalle misure più restrittive, ho appena assunto un’ordinanza che estende la sospensione dell’attività di palestre, piscine, attività ricreative anche alle zone che il Governo aveva escluso e che quindi varranno in tutto il territorio regionale”.

Con la stessa ordinanza, "metteremo in protezione quella parte della popolazione più fragile che oggi frequenta i nostri centri diurni: parliamo di persone non autosufficienti che trovano in questi servizi un supporto molto importante per sé e per le proprie famiglie, ma che in questo momento rappresentano un rischio troppo alto per la loro salute. Per questo, sospendiamo l’attività dei centri diurni in tutta l’Emilia-Romagna, chiedendo ai Comuni di rafforzare l’assistenza domiciliare. Come Regione, li sosterremo in questo sforzo". 

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